GP Brasile: disastro rosso.

Incidente di gara punto e basta. E’ arduo dare colpa a uno dei duepiloti, sono cose che accadono in gara e nel 99% delle manovre di questo tipo in genere tutto si risolve al massimo con una toccatina ( o con una tamponata tipo Verstappen-Ricciardo…) mentre ieri tutto è andato per il peggio.

La colpa non è dei singoli piloti che tendono a dare il massimo appena abbassata la visiera e a lottare con chiunque si trovi davanti a loro, compagno di squadra compreso. Anzi soprattutto lui. E’ inutile cercare di dire o capire chi ha più colpa e chi meno a questo punto perchè la colpa è della fallimentare, a dir poco, gestione dei due piloti da parte del muretto che, tempi alla mano e situazione delle monoposto ( gomme, batterie, consumo ) doveva intervenire immediatamente. Questa colpa è anche conseguenza della mancanza di gerarchie chiare: certo sono i risultati in pista a parlare ma la storia insegna che è difficile vincere senza guai con due punte libere di correre: Senna e Prost, Villeneuve e Pironi, Hamilton e Rosberg.

E’ quindi una colpa ascrivibile soprattutto alla poca chiarezza delle regole d’ingaggio tra i due. È inammissibile far duellare compagni di squadra, anche se in lotta solo per la terza piazza nel mondiale piloti. E ciò avviene da mesi perché la poca chiarezza dalle parti di Maranello ( Q3 di Monza, partenza di Sochi, vari team order ) è sotto gli occhi di tutti. Ora speriamo questa figuraccia mondiale dia dei frutti positivi, che il CdA convochi i capi e chieda loro ragione dei non-risultati quest’anno ottenuti e dei correttivi che intendono adottare da… ieri. E dire che hanno silurato Ironmauri per colpa di un paio di dichiarazioni fuori luogo e degli errori del pilota di punta pagato fiori du euro. Sed sic transit gloria mundi…


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Massimo Scalzo