GP di Singapore: notturno in rosso.

Per la Scuderia era importante portare a casa il risultato ma più importante era recuperare il suo capitano ed è quello che è accaduto in una gara strana dove chi doveva fare il ritmo ( Leclerc ) in realtà lo ha dettato – su ordine del muretto – a passo di lumaca, come dimostrano i tempi superiori ai passi-gara registrati nelle prove.

Una prima parte quasi vergognosa dopo il lampo di Seb al primo giro nel tentativo non riuscito di superare Hamilton. La gara l’hanno vinta le Ferrari, certo, ma più di loro la strategia, aiutata da una SF90 non più sottosterzante ma in grado di anticipare le curve: forse per questo dopo il traguardo Vettel ha ringraziato anche i meccanici a Maranello. Vincente il richiamo di Vettel prima di Leclerc, come non avrebbe voluto la prassi ( rientra per primo chi è davanti ) ma era l’unico modo di sopravanzare Hamilton e coprirsi le spalle da Verstappen. Al contrario fallace la gestione Mercedes che ha lasciato Lewis in pista troppo a lungo: una contromossa verso le Ferrari che non ha pagato, anzi è costata anche il terzo posto all’inglese. Per qualche motivo oggi le due frecce d’argento non sembrano essere riuscite a sfruttare al meglio le gomme.

Avevo scritto che la Scuderia lavorava per Leclerc, intendendo che essendosi il ragazzo meglio adattato alla SF90 gli sviluppi seguivano più il suo stile che quello di Vettel: i fatti sembrano avermi smentito ed è bene che sia così. Charles è giovanissimo, è bravissimo, è deciso e non teme i duelli, ma continuare a osannarlo – anche giustamente dopo due vittorie magnifiche – non è cosa buona e giusta in questo momento. Alla Scuderia vogliono recuperare Vettel e questa vittoria, la sua quinta a Marina Bay, potrebbe restituirci il campione che conosciamo.


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Massimo Scalzo