GP del Belgio: Leclerc, vittoria senza sorriso.

Charles festeggia la sua prima vittoria in F1 in un modo che non avrebbe voluto: il destino o la fatalità si sono presi il suo amico Anthoine Hubert ( F2 ) in un sabato nero per il motorsport, con tutto il paddock permeato da una tristezza quasi palpabile. Per quanto si possa cercare di prevedere e prevenire in quanto a misure di sicurezza, l’imponderabile è sempre in agguato e a volte colpisce duramente.

Questa volta nessun imprevisto – a parte un allungo fuori pista per non spiattellare le ruote – ha fermato la corsa del primo vero monegasco verso la vittoria, un anno dopo quella di Vettel proprio a Spa, ultima zampata prima del lento declino alla fine dello scorso campionato.

Vettel, appunto. Da venerdì litiga con la macchina, non trova il feeling, si prende uno schiaffo sonoro in qualifica da Leclerc e continua a ‘mangiarsi’ le ruote posteriori e forse nemmeno lui sa il perchè: e per questo motivo il tetra-campione deve assoggettarsi al gioco di squadra e far da tampone all’assatanato Hamilton troppo occupato a inseguire il giovane talento per lamentarsi con i box come spesso gli accade. Ma purtroppo Vettel non riesce a resistere neanche a Bottas, veloce quanto incolore, e ci rimette anche il podio che, per cavalleria, era alla sua portata. Non sbaglia invece il muretto Ferrari: deve richiamarlo in anticipo perchè a lui le gomme di dietro durano minimo 4 giri meno che agli altri. Che risolva presto il mistero altrimenti invece del posto che fu del Kaiser, prenderà quello che fu di Kimi.

Kimi che vede la sua gara rovinata dal solito Verstappen che non perde l’abitudine malsana di infilare il muso del suo Bull là dove non dovrebbe, specie dopo aver ‘fallato’ la partenza. E l’ameno Emanuele ( Pirro ) neanche lo investiga, troppo preso a seguire con occhio attento le due Ferrari e mettere sotto investigazione Leclerc per un lungo che comunque costa al pilota 6 decimi. Ci sarà mai un ufficiale di gara che almeno una volta tiri fuori la bandiera nera per l’olandese? Ieri per me ci stava tutta perchè Kimi avrebbe fatto una bella gara vista quella di Giovinazzi che però sbaglia al penultimo giro e parcheggia la sua Alfa infilandola dentro le barriere.
La bandiera italiana in F1 non garrisce più, si ammoscia ancora attorno all’asta.


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Massimo Scalzo