È SALVINI IL VERO NAUFRAGO

Fa ribrezzo quando Salvini ringrazia la Vergine Maria;

semmai dovrebbe ringraziare quelli che credono alle sue baggianate fatte di bassa politica populista e con la stessa impronta del fascismo più becero.

Furbo, furbissimo, il Salvini dice al popolo quello che vuol sentirsi dire, ma non gli dà ciò che serve.

In quest’epoca di rozzi politici, lui domina la scena. Tra lui e Renzi non c’è molta differenza: la stessa pasta su schieramenti teoricamente diversi e gli stessi patetici inizi a Canale 5.

A sentirli e vederli sembrano al ballo delle debuttanti in società, solo che le debuttanti stanno zitte, consapevoli di non essere all’altezza, loro no. Salvini si agita, minaccia il voto. È evidente in lui il pensiero di trasformare quella che oggi è una democrazia illiberale in una vera e propria dittatura.

Altra spiegazione non c’è, perché a parte della sicurezza e solo di recente di flat tax e tav, non lo si è mai sentito parlare di politica, mentre emerge la sua tendenza razzista. Che mai si sia espresso su una visione della società, di politiche utili alle persone. Solo slogan sugli immigrati per soddisfare il popolo che si sente minacciato. Attenzione, “si sente minacciato”, in realtà non lo è.

Mi permetto anche di far notare che la maggior parte dei reati vengono commessi da italianissimi stronzi, e non da rumeni, anche se questi ultimi si sono guadagnati la fama di essere i più pericolosi, gli episodi reali di violenza sono per lo più di persone dell’est, che non sono immigrati clandestini.

Se esiste il problema sicurezza, beh allora è sua piena responsabilità. Se lui, Ministro dell’interno, non sa far funzionare la macchina, con chi deve prendersela? Con quattro derelitti affamati che cercano soltanto di sopravvivere?

Lui si sfoga fermando le navi con poche decine di immigrati che dormono sul ponte e dispongono di un solo bagno.

Quando distribuivano (gratis) l’intelligenza, lui comprava ignoranza al mercato nero.

Oltretutto arriva con decine di anni di ritardo sui respingimenti, inaugurati da Roosevelt con il respingimento degli ebrei. Però Roosevelt si pentì subito, dichiarando che in America ciò non sarebbe più avvenuto, che la violenza di stato non è ammissibile. Povero Salvini, non è nemmeno originale, e non s’accorge di star praticando la violenza di stato.

Ma questo mezzo personaggio domina in Italia, così come prima di lui hanno dominato altri, tutti poi caduti in disgrazia. C’è da augurarsi che il MoVimento 5 Stelle tenga duro rimandando il più possibile il voto, perché se vi andassimo oggi, il destino già sarebbe scritto: vince Salvini che si allea con la Meloni (ve la raccomando), portandosi dietro chi fugge da Forza Italia.

Se ciò avvenisse, dopo non avrà più scuse. Non potrà più nascondersi dietro ai 5 Stelle, dovrà agire da solo, e allora cascherà l’asino. Non basteranno più gli slogan contro gli immigrati, i quotidiani twitter e altre amenità, prima o poi il popolo vorrà vedere i risultati: politiche sociali adeguate, una sanità migliorata ecc.

Non azzardatevi a salvare qualcuno in difficoltà che fa il bagno, prima accertatevi, documenti alla mano, che non sia un immigrato: rischiereste una denuncia penale. Se poi il poveretto muore prima di aver accertato chi sia, problemi suoi, prima viene sempre il verbo salviniano, l’umanità dopo, forse.

Salvini, con questa sua vittoria – si fa per dire – si esporrà a una magra figura: mica ci andrà sul serio in Europa a far la guerra per risolvere il problema, per quello ci vogliono veramente le palle. Quelle palle che in Italia non servono, basta mettersi davanti a un gruppo di persone che manifestano per diventare un capo popolo, l’intelligenza non serve, basta essere dei paraculi.

Il problema immigrazione è a livello mondiale e in aumento, il muro di Trump e il decreto Salvini non fermeranno le masse in cerca di una vita migliore.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci