LA LIBERTA’ E’ VERITA’

Non c’è altro accesso alla verità se non attraverso la libertà. La storia è lo spazio del dialogo nella libertà: che non vuol dire spazio vuoto, deserto di proposte di vita. Perché del nulla non si vive. Nessuno può stare in piedi, avere un rapporto costruttivo con la realtà, senza qualcosa per cui valga la pena vivere”.
Julián Carrón

Dovremmo conoscere anzitempo il nostro destino per poter almeno dire:”lo sapevo che sarebbe andata a finire così”.
Direte che è una magra consolazione ma purtroppo le cose importanti che ci riguardano, non vengono più decise dal politico di turno o dai cittadini che compongono uno stato, ma altrove.
Ma il bello è che noi, non ce ne stiamo accorgendo.
Si è deciso, altrove, che deve esistere una cultura diversa dalla nostra e che si sente al di sopra di tutte le altre, che tende a dominare tutto e che intende emanciparsi da tutte le tradizioni e i valori culturali, in favore di una astratta razionalità. Insomma che vuole emanciparsi dalla storia stessa.
Un primo assaggio lo abbiamo avuto il 3 novembre 2009 quando la Grand Chambre di Strasburgo aveva condannato l’Italia per violazione della libertà religiosa con l’esposizione del Crocefisso nelle scuole pubbliche.
Sentenza poi ribaltata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo il 18 marzo 2011.


Possiamo accomunare questi individui al Civis Romanus ai tempi del grande giurista Gaio; a quei tempi solo lui possedeva tutti i diritti, e quasi nessun dovere come tutti gli utensili a lui utili, come ad esempio gli utensili che non si muovevano e non parlavano, che si muovevano e non parlavano, cioè gli animali e che si muovevano e che parlavano, gli schiavi.
Ebbene in questa ottica, noi saremmo gli schiavi di questo nuovo cittadino del mondo di cui non conosciamo purtroppo né il nome né l’indirizzo.
Perché dei veri ricchi, quelli che stanno pianificando la nostra vita, e quella dei nostri figli noi, non conosciamo nulla.
Sono nell’ombra e vi rimarranno ancora a lungo.
Ma quale è l’altra anima dell’Europa che si deve opporre con tutte le sue forze a questa disgregazione culturale, sociale ed economica che sta avvenendo sotto ai nostri occhi e della quale purtroppo, non siamo coscienti?
La più bella risposta l’ha data a mio avviso Benedetto XVI nella intervista “Campane d’Europa” il 15 ottobre 2012, dove afferma che “l’altra anima dell’Europa è quella che possiamo chiamare cristiana, che si apre a tutto quello che è ragionevole, che ha essa stessa creato l’audacia della ragione e la libertà di una ragione critica, ma rimane ancorata alle radici che hanno dato origine a questa Europa, che l’hanno costruita nei grandi valori, nelle grandi intuizioni, nella visione della fede cristiana”.


Apriamo gli occhi prima che sia troppo tardi!
I grandi cambiamenti stanno avvenendo ora, con scelte politiche apparentemente senza importanza, ma che se fatte modificheranno profondamente la nostra vita.
Qualcuno vuole ridurci a schiavi, schiavi senza una cultura, senza ideali, senza obiettivi; schiavi pronti a sacrificare tutto in nome di una apparente libertà ma che consenta a tutti di farsi dei selfie in qualsiasi ora del giorno e della notte e di poter essere connessi h24.

Marcello Benghi


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