POLOEST: COM’È QUESTA STORIA?

Buongiorno Direttore,

La ringrazio anticipatamente qualora decidesse di pubblicare questa mia lettera sulla sua testata.

Mi presento: sono Renata Buleddu e ho delega per i rapporti commerciali ed istituzionali della società Publirecords 42, che ha gestito per 3 anni l’area Poloest da noi rinominata Poloest 3.0.

Credo non serva che io racconti tutti i trascorsi di questa gestione, a tutti è noto il travagliato percorso e le condizioni nelle quali l’amministrazione e le opposizioni della precedente giunta, fatta eccezione per i 5 Stelle (scrivo questo con rammarico non essendo io simpatizzante), hanno fatto lavorare la Pr42.

Non mi dilungo sul passato, poiché anche la Magistratura, grazie alle nostre denunce, sta indagando.

Mi piace però partire dal passato, analizzare il presente e quanto sta avvenendo ora nella stessa area.

Premetto che quanto sto scrivendo è già oggetto di azioni presso le sedi competenti, ma tenevo a rendere pubbliche queste esternazioni per le quali mi assumo tutta la responsabilità, diversamente da altri personaggi ben noti di Bellaria Igea Marina.

Tornando al tema, ho notato con stupore la velocità con la quale si sia messa in opera la realizzazione del nuovo Poloest. Tutto senza permessi, senza autorizzazioni e, soprattutto, senza sicurezza. Tutte cose per le quali noi siamo state oggetto dell’apposizione di sigilli dalla Guardia di Finanza, interrogazioni in Consiglio Comunale e molto altro ancora: oggi, invece, nulla; nessuno dice niente.

Mi domando dove siano finiti tutti quei personaggi tipo il vecchio gestore del Paradise, o vecchi consiglieri comunali che hanno passato 3 anni ad urlare contro di noi adducendo tutte quelle motivazioni che vedo oggi replicate.

Mi domando anche – e abbiamo fatto un accesso agli atti – quale sia stato il criterio di assegnazione di quell’area, visto il deserto dei 3 bandi…

E se davvero, come tutti amano dire e ripetere, in questi giorni “la comunità aveva bisogno di questo”, io chiedo dove fossero tutte le varie associazioni quando la nostra società – e quindi la comunità – veniva attaccata su tutti i fronti.

Perché non hanno voluto dare sostegno (non economico) a chi aveva deciso di investire nella loro ridente cittadina? Forse perché noi non abbiamo mai voluto piegarci alle lobby locali?

Ora sono tutti felici e tutti difendono l’area Polo est? Non solo, il comune ha dato la location in gratuita gestione (noi abbiamo pagato gran soldi) e altrettanto gratuitamente il bar. Noi abbiamo pagato gran soldi sia a Verdeblu che al gestore Joe Bananas, che ci ha affittato un bene che non era di sua proprietà (la Magistratura ha dato a questa operazione un nome preciso).

Non parliamo poi del servizio salvamento in spiaggia, servizio da noi pagato 15mila euro a stagione (più di altre spiagge… chissà perché), che oggi pare sia gratuito per i villeggianti che sostano in quell’area.

Così come la pulizia della spiaggia, prima a carico nostro, oggi servizio regalato alla comunità. Direi apparentemente regalato, troveranno il modo per far pagare a tutti i cittadini questi costi.

Ma ognuno è libero di poter vedere o non vedere.

Mi piacerebbe anche sapere con quale autorizzazione e criterio il bagno 56 possa essere entrato in possesso di un’area maggiore rispetto a quella in loro concessione.

Non ci sono stati bandi, non ci sono state aste pubbliche o situazioni similari da poter giustificare questa operazione. Qualcuno verificherà.

Certo impressiona questo cambiamento di “passo”. Noi non potevamo far nulla senza le autorizzazioni, anche quelle finte rilasciate dal comune a Verdeblu a nostra insaputa.

Oggi invece pare tutto possibile, qualcuno verificherà.

Lo stupore maggiore nasce dal fatto che tutto questo oggi accade con una nuova giunta ed un nuovo sindaco, che dovrebbe rappresentare il cambiamento, non politico, ma di fatti ed azioni trasparenti.

Personalmente speravo che l’era e la gestione Ceccarelli fosse finita con il suo mandato.

Se gli elementi che raccoglierò mi faranno cambiare idea, sarà mia premura comunicarlo prontamente.

Renata Buleddu


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci