DISASTRI

Numerosi sono i disastri cui rimediare nella nostra città, a partire dal Poloest, passando al MAF – il centro sportivo di Bellaria -, al Centro congressi e agli altri che seguono a ruota; ma questi tre sono i più importanti.

Le politiche ceccarelliane hanno portato alla loro stagnazione, ma in generale di tutta l’economia, e definite dalla stessa precedente amministrazione i fiori all’occhiello della città.

Il Poloest, posto al centro della nostra riviera in una posizione invidiabile, è sempre stato oggetto di equivoci e polemiche. Affidato alla solita Verdeblu che altro non ha fatto che affidarne la gestione a terzi. Ma perché partecipare al bando se poi non si è in grado di gestire? Semplice; il controllo che si può esercitare su quella zona. Quindi non per l’interesse di farne un polo d’attrazione, ma semplicemente per esercitare un controllo politico amministrativo territoriale. E chi poteva avere questo interesse? Chi è stato Presidente di Verdeblu e l’ha sempre considerata una sua creatura? Fate le vostre deduzioni.

Oggi il Poloest è appena più di una catapecchia in mezzo al deserto. La responsabilità ricade tutta sulla precedente amministrazione.

Si prepara un bando per il Poloest e stranamente le due sessioni vanno deserte. Strano, molto strano, sembra quasi che il Vassallo (ormai degradato a valvassino) abbia messo in piedi il giochino. Il Poloest in mani sue amiche, oppure il posto da assessore, o viceversa.

Il Centro congressi. Dopo averlo avuto in comodato d’uso gratuito, l’indefesso valvassino lo ha dato in gestione, sostenendo con chi diceva che l’immobile non era del tutto a posto, che era tutto in regola. Però, pochi mesi dopo, intimava alla proprietà di sistemare l’immobile entro 90 giorni in quanto non in regola. Alla faccia del bicarbonato di sodio! (come diceva Totò), con la minaccia, poi attuata, di entrarne in possesso per via delle irregolarità contestate e non sistemate. La vicenda è ancora in mano alle autorità amministrative. Nel frattempo, scaduto il comodato d’uso al Comune, la famiglia Foschi, sotto forti pressioni, ha affittato il Centro Congressi a qualcuno scelto da… La famiglia Foschi poteva benissimo chiuderlo e aspettare l’esito della causa, ma chiuderlo avrebbe arrecato un danno alla città, perciò ha deciso di farlo rimanere aperto.

Il MAF, in stato di abbandono da anni, è ridotto in uno stato pietoso, ma nessuno dell’amministrazione Ceccarelli ha mai pensato di mantenerlo in funzione. Si è così deteriorato un bene di pubblico interesse. Un privato non può fare gli investimenti necessari per rimetterlo in funzione decorosamente, pertanto è stato più facile dimenticarsi che esisteva.

Questi sono tre esempi di scelte scellerate derivanti dalla smania di potere che ha distinto la precedente amministrazione comandata dall’allora Kaiser (quindi Re), oggi valvassino.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci