GP del Canada: hanno ucciso la F1.

Furia Vettel dopo il GP del Canada 2019. La vittoria della Ferrari n°5 è sfumata per la penalità di 5 secondi, comminatagli per aver tagliato la strada ad Hamilton dopo un fuoripista. E il pilota tedesco se la prende a distanza con i commissari. «Bisogna essere ciechi per non vedere che non avevo spazio per andare altrove. Così non è giusto!», ha detto nel team radio. Poi sono cominciati i gesti polemici: prima non ha presentato la monoposto all’allineamento, poi ha spostato il numero 2 davanti alla macchina del britannico, mettendo l’1 dove avrebbe dovuto esserci la sua. E la FIA lo ha punito togliendogli due punti dalla Superlicenza. Ha svolto regolarmente invece la procedura del peso, quindi Vettel non rischia ulteriori sanzioni.

Dal podio, dove Hamilton è stato riempito di fischi, ribadisce: «La gente non dovrebbe contestare Lewis, il pubblico deve contestare questa decisione assurda». L’analisi a mente fredda è più lucida, ma Vettel non cambia posizione: «Ho dovuto riprendere il controllo dell’auto e non so cosa avrei potuto fare di diverso. È successo tutto così velocemente, ho perso il posteriore finendo nell’erba, sono rientrato e poi solo allora ho visto Hamilton nello specchietto: non sapevo dove fosse. Sono incazzato, è un grosso peccato».

A questo punto non riesco più a stare zitto e non voglio dopo questa ennesima “trovata” dei commissari e vado oltre. Leggo, e da tempo, la legittimità delle vittorie e dei mondiali vinti dalla Mercedes… vinti in associazione con la FIA che ha deliberato le powertrain sulle caratteristiche tecniche del motore Mercedes già pronto da anni ( 2012 ) e che ha assurdamente bloccato per tre anni gli sviluppi tecnici con la scusa del risparmio sui costi ma di fatto consegnando in anticipo tre mondiali ai tedeschi: 2014, 2015 e 2016 e mi tengo stretto.

E quando gli altri hanno scoperto la furbata – regolamentare – dell’olio miscelato alla benzina per aumentare la potenza del termico, ecco che la FIA mette un limite al consumo dell’olio. Poi la Ferrari scopre il trucco delle sospensioni reattive ( trucco usato anche dalla Red Bull ) e la Pirelli ci mette una pezza con gomme studiate ad hoc. Quest’anno si corre con le gomme ribassate di 5 mm quelle testate lo scorso anno con una scusa per niente plausibile, ovvero problemi di surriscaldamento del battistrada ( che aveva solo la Mercedes ). Ieri è andato in scena l’ultimo atto di questa farsa mondiale: guai a toccare od ostacolare l’inglese: se n’era accorto Ricciardo a Monaco, Vettel e Raikkonen lo scorso anno, Verstappen quest’anno a Monaco e ieri è toccato – ancora – a Vettel.

Tutti hanno visto il viso stralunato di Pirro costretto a dare una penalità al tedesco autore di una gara maiuscola, compreso il controllo della macchina sull’erba e nel rientro in pista, ignorando invece Ricciardo che aveva platealmente ondeggiato davanti al muso di Bottas per non farsi superare. Ma è anche vero che Ricciardo non ha conti in sospeso con Jean Todt, al contrario di Vettel che oltretutto ha in casa il pupillo del figlio del supremo lìder della FIA.

In conclusione i punti e le vittorie conseguite dalla Mercedes e dai suoi piloti nel triennio 2014/15 dovrebbero essere cancellati dall’albo d’oro della F1 perchè ottenuti in maniera non chiara e comunque in un assurdo e antisportivo regime di monopolio tecnico: le sfide, in ogni campo, vanno accettate ma prima bisogna essere ben certi che il regolamento non preveda che tutti meno uno combattano con un braccio legato dietro la schiena.


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Massimo Scalzo