GP di Monaco: vince Hamilton.

Vittoria sudata per il pilota inglese a Montecarlo, penalizzato, una volta tanto da una scelta poco felice del team che, approfittando della Safety Car, gli monta troppo presto le gomme gialle costringendolo ad arrembare negli ultimi quindici, venti giri.

Una gara condizionata dall’unsafe release della Red Bull al suddetto cambio gomme: Verstappen uscendo stringe a muro Bottas per soffiargli il secondo posto, per cui si forma un trenino – Hamilton, Verstappen, Vettel, Bottas – che procede di conserva fino al traguardo con la sola suspense di una toccata al penultimo giro tra l’inglese e l’olandese.
Verstappen viaggia attaccato ad Hamilton la cui Mercedes non va al meglio con le gomme gialle ma con una penalità di 5 secondi che sconterà alla fine, risultando quarto dietro a Bottas che, costretto a un secondo pit a causa della rottura di un cerchio nella corsia dei box grazie a Vertsappen, cede il secondo posto a un conservativo Vettel che salva la giornata della Ferrari in quanto Leclerc, dopo due stupendi sorpassi, urta Magnussen e fora una gomma: nel giro di rientro danneggia il fondo vettura ed è costretto al ritiro.

Alla fine è stato Leclerc l’arbitro della corsa: causando la Safety Car, quindi il cambio gomme anticipato e la manovra intimidatoria gratuita di Verstappen, fa rimescolare le carte e favorisce il secondo posto di Vettel e il terzo di Bottas, altrimenti i primi quattro in pole sarebbero arrivati al traguardo nello stesso ordine di partenza. Per fortuna ci sono stati quei venti e passa giri in cui la Mercedes di Hamilton, in difficoltà di gomme, doveva difendersi dalla Red Bull di Verstappen, a creare un pò di suspense… per il resto solo noia.

Montecarlo, pur nella sua splendida cornice – anche un pò retro’ – si conferma sempre meno adatto a questa F1 troppo condizionata dalle gomme e dai relativi pit e per la pericolosità dei sorpassi: Leclerc, che poco aveva da perdere, riesce a compiere due sorpassi quasi impossibili ma al terzo non tiene conto del pilota, il coriaceo Hulkenberg che un conticino in sospeso con Maranello ce l’ha. Il talento c’è, quello di un fine spadaccino e non di uno sciabolatore come Verstappen, ma è ovvio che deve ancora crescere.


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Massimo Scalzo