L’ULTIMA CAMPANA HA SUONATO PER DANIELE MAGNANI

L’intera comunità igeana – e non solo quella – si è stretta intorno alla famiglia accanto al feretro di Daniele.

La processione si è svolta in viale Ovidio: gli amici hanno portato a spalle il feretro. Arrivati alla chiesa sono scoppiati numerosi mortaretti accesi da parte degli amici tifosi del Bellaria, del Cesena e del Brescia. Che hanno così voluto rendere omaggio al loro amico, anche intonando i tipici cori dei tifosi di calcio.

La commozione tra i numerosi presenti era palpabile. La chiesa era tanto gremita, che fuori vi erano rimaste almeno 400 persone. Presenti in forma privata il sindaco e il suo vice.

L’officiante, Don Marco, ha ricordato Daniele come un “casinista” pieno di vita, che trasmetteva con dolcezza un’allegria contagiosa. Un gran bravo ragazzo, benvoluto da tutti, che da tutti sarà ricordato con amore. Quell’amore che sapeva trasmettere a modo suo. Sarà, purtroppo, una giornata che nessuno dimenticherà.

Don Marco ha voluto apporre un accento particolare, dicendo che Daniele ha saputo far raccogliere le diverse anime e le diverse comunità in un’unica entità in sua memoria. Una tragedia che farà riflettere molti sul senso dell’esistenza.

Vi è poi stato il saluto di un suo amico, in dialetto strettamente igeano, che riportiamo assieme alla sua traduzione in italiano per coloro che lo conoscevano e sono al di fuori della cerchia locale.

«Viviamo con giorni di bonaccia, ma ogni tanto, come oggi, arriva uno scuro, una scontratura.

Le nuvole corrono in terra, il mare gonfia, prende forza e sbatte contro gli scogli che pare li voglia frantumare. Il vento ci prende a schiaffi. E adesso sono qui.

Mi batte il cuore, mi tremano le ginocchia. Non trovo le parole per tirar fuori il magone che dallo stomaco mi sale alla gola. Parole che mi sembrano vuote, senz’anima.

Ci hanno detto che passa e che un giorno passerà. Ma io non voglio che se ne vada. Ti voglio sentire ancora sotto la pelle, e come il fuoco di una “rola”, il tuo ricordo deve riscaldare il freddo di questi giorni.

Ti sei avviato lungo la strada che dovremo prendere tutti, e mi sembra di vederti mentre ti volgi indietro con il tuo sorriso.

Sei fatto così Gag’. Sempre allegro, quando arrivi al bar: occhiali sulla testa, canottiera e ciabatte. Quando le hai.

Scendi dalla bicicletta e, impettito, vai ad abbracciare tutti, e via a parlare del Cesena: la tua passione. Passione che ti ha portato a girare tutti gli stadi. Ma non ti ho mai visto guardare più di dieci minuti di una partita. Sempre girato indietro a chiacchierare e fare baracca.

O in estate, quando è tempo di pesca, prendi fucile e muta e giù a spiaggia e al bar: il sardone prende un branzino.

Hai sempre osservato il mondo con gli occhi d’un bambino, e ti sei meravigliato anche per le cose più insignificanti. Il tuo modo leggero, leggero come un filo di paglia che un refolo di scirocco porta a spasso.

Dobbiamo imparare a vivere così, perché il tempo passa e si porta via anche i pensieri. E sono certo che mi mancherai.

Ma non smetterò mai di portarti nel cuore.

Con me!!»

La successiva processione al cimitero di Igea Marina ha visto partecipare tutti quelli che erano presenti in chiesa. L’omaggio a Daniele è stato veramente sentito e partecipato.

l’originale del ricordo in dialetto


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci