GP d’Australia: Buona la prima.

20.03.2016 - Race, Sebastian Vettel (GER) Scuderia Ferrari SF16-H leads Kimi Raikkonen (FIN) Scuderia Ferrari SF16-H

Inizia nel segno della Ferrari e di Sebastian Vettel la stagione di F1 2018. Il tedesco della Rossa ha vinto il GP di Australia davanti alla Mercedes di Lewis Hamilton e al compagno di squadra Kimi Raikkonen, grazie a un’ottima strategia al box del cavallino rampante. Alle spalle del terzetto di testa la Red Bull di Ricciardo, e un ottimo quinto posto per la, finalmente ritrovata, McLaren di Alonso.

In F1 la fortuna e la sfortuna non esistono, salvo rare eccezioni, semmai si creano le condizioni affinchè accada l’una o l’altra. Quando nel 2009 Felipe si prese la famosa molla persa da Barrichello sul casco fu sfortuna prenderla in pieno ma il presupposto venne creato dai meccanici della Brawn GP. Nella F1 odierna una VSC è prevedibile a ogni gara, vuoi per pulire la pista da pezzi di carbonio della micro-aerodinamica, vuoi per levare una vettura incidentata o in panne a lato pista… nella F1 “infradito” di Jean Todt, ora corroborata dal puritanesimo made in USA di Liberty Media che arriva a licenziare le grid-girls, l’unico rosso che si deve vedere è quello ‘corsa’ non certo quello del sangue. Non che io lo voglia vedere, sia chiaro, ma ritengo che si stia un tantino esagerando.

Quella di Vettel non è stata una vittoria fortunata e neanche di squadra anche se vari fatti concomitanti l’hanno favorita ( Daniel e Valtteri penalizzati in partenza, MadMax in testa coda, ecc. ) ma è stata una vittoria del pilota e della macchina e, consentitemelo, una vittoria alla Schumacher, quando nel 1998 il Kaiser vinse a Silverstone passando per la corsia dei box. Così Vettel con traiettorie strettissime e sfruttando le due zone extrapista tra ingresso e uscita dalla pit-lane ha guadagnato quella manciata di secondi che lo hanno portato sul primo gradino del podio.

Lewis ce l’ha messa tutta ma, come ho scritto ieri, non basta essere più veloci di due, tre o quattro decimi per riuscire a superare: si corre in aria calda e i flussi che investono quelle appendici anteriori tanto inguardabili quanto pericolose, rendono difficile mantenere il controllo della monoposto anche perchè nelle zone DRS o comunque ad alta velocità sono le ali a fornire il giusto carico aerodinamico.

Sarà un campionato sul filo dei decimi, condizionato dalle gomme, dalle strategie e dalla resistenza delle powertrain. E anche, spero, dal ritorno di competitività di marchi storici come Renault e McLaren laddove Alonso ( e Hulk ) riescono ad agguantare un ottimo 5° ( e 7°) posto con distacchi contenuti e tenendo dietro rispettivamente MadMax e Bottas.


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Massimo Scalzo