ADDIO A ANTONIO BERNARDI

“Un solo istante, e transitiamo dal troppo presto al troppo tardi.
Il presente è un refolo di vento”.

Antonio Bernardi se n’è andato in punta di piedi, a soli 63 anni, qualche giorno dopo avere lasciato sulla sua bacheca Facebook questo bel verso che si è rivelato premonitore. Una morte improvvisa e inaspettata per l’ex vice sindaco ed ex segretario del Pds. “Un solo istante” inimmaginabile da chiunque. Aveva appena terminato di “mettersi a posto”, come diceva agli amici, nella casa che fu dei suoi genitori a Viserba.

Doveva essere, dopo il pensionamento dal suo lavoro di impiegato alle poste di Bellaria e l’addio alla politica, un nuovo inizio. Voleva dedicarsi ai suoi studi, alle sue passioni culturali. Ne aveva bisogno e ne aveva diritto. Amava il cinema e divorava film, amava i classici e divorava soprattutto libri di poesia. Trasformava le sue letture in “pillole di saggezze” che, con parsimonia, dispensava su Facebook. Era anche un poeta, e pure bravo. Ironico, capace di battute fulminanti. Ma il suo carattere schivo gli faceva tenere sempre un basso profilo. Anche nella vita pubblica era stato così: mai sopra le righe, mai una parola di troppo, sempre misurato.

Più volte gli erano state assegnate cariche politiche significative a livello comunale: vice sindaco dal 1990 al 1995 nella seconda giunta di Nando Fabbri in rappresentanza dei verdi, poi ancora assessore una volta approdato al Pds lungo una tormentata traiettoria politica che l’aveva anche visto segretario comunale di quel partito. L’ultima sua traccia politica l’ha lasciata in Sel, Sinistra ecologia e libertà, semplice militante.

Era una bella persona, Antonio. Ha dato generosamente alla collettività locale quel che poteva, e non era poco. Lascia una figlia trentenne e tanti amici attoniti. E li lascia con una frase di Fedor Dostoevskij pubblicata sul suo profilo Facebook 24 ore prima della sua uscita di scena: «La miglior cosa sarebbe quella di non recitare nessuna parte e di essere se stessi, non è vero? Non c’è furberia maggiore che essere se stessi, perché nessuno ci crede».

I funerali si svolgeranno domani, sabato, alle 10 nella chiesa di Viserba.


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