LA MALAVITA ORGANIZZATA A BELLARIA I.M.

La prassi è ormai consolidata: quando questa Amministrazione non sa come giustificare le proprie azioni, tira fuori il ritornello della malavita organizzata che vuole mettere le mani sulla città.

Come nel caso del Centro Congressi, quando fu lo stesso sindaco Enzo Ceccarelli ad affermarlo. Ora è il momento della vecchia fornace.

Insomma, Bellaria I.M. deve essere un piatto veramente appetitoso per la malavita.

Da quali informazioni traggano origine queste affermazioni nessuno lo sa. Anche perché, almeno ufficialmente, i cittadini non sono mai stati messi in guardia della possibilità di infiltrazioni di stampo mafioso o similari. Grave pecca, se davvero l’Amministrazione è a conoscenza di questo tipo di informazioni.

Ma andiamo avanti. A questo punto viene da pensare che anche la darsena non sia stata realizzata per non farla cadere nelle mani della malavita. E, parlando del presente, c’è il sospetto che i tanto sbandierati bandi per le spiagge, attesi da giugno, non verranno fatti sempre per lo stesso motivo: non devono finire nella mani della malavita.

Per smentire la tesi della malavita sulla fornace, è sufficiente sapere che all’asta si è presentato solo il Comune… Se davvero fosse stata così appetibile per la malavita, altro che 360 mila euro avrebbero offerto! Per loro certe cifre sono bruscolini.

E’ vero che la malavita cerca di entrare nel tessuto economico legale per riciclare il denaro sporco, ma è altrettanto vero che lo fa se dopo è possibile recuperare almeno in parte gli investimenti. Nel caso della fornace, sia per i vincoli che vi gravano, sia perché è situata a Bellaria – considerata, ahimè, periferia di Rimini – sarebbe difficile, se non impossibile, recuperare 15/20 milioni.

Queste affermazioni da parte della maggioranza equivalgono a “terrorismo politico” (denunciatemi pure), nonché alla diffusione di notizie probabilmente false e tendenziose. Si cerca di far passare e giustificare un acquisto, sbandierando la sempre temuta malavita. Sembra un metodo dell’Amministrazione per ottenere la gratitudine dei cittadini, ma, al tempo stesso, si seminano inquietudine e timori.

Da ricordare che indagare, controllare e impedire l’infiltrazione malavitosa, è compito delle forze dell’ordine guidate dalla Magistratura. Un Sindaco può fare ben poco, ha ben altri compiti: amministrare correttamente una città con i soldi dei cittadini, senza favoritismi o privilegi che dir si voglia.

E, giusto per puntualizzare, un’Amministrazione deve essere un arbitro molto attento: non far parte gioco.

Nel frattempo arrivano proposte di ogni genere, che non stiamo ad elencare; ma la fantasia corre sul filo del web. Qualcuno parla già di finanziamenti europei. Ma, a parte che coprono solo una fetta, gli investimenti non vengono dati così a casaccio… sicuramente, per indorare la pillola, si parlerà di un centro polifunzionale, termine che non indica nulla di definito, ma, soprattutto, questi centri polifunzionali costano e non rendono. Come si recuperano i 20 milioni?

Insomma, siamo in presenza dell’ennesimo caos messo su ad arte: nessuno sa niente, nessuno ci capirà mai niente. Nonostante ciò, la fornace sta trovando tifosi da ogni parte, mentre i veri problemi da risolvere e le cose da fare vengono nascosti sotto al tappeto. La gente è felice, una nuova illusione rallegra la città. Fa niente se è soltanto uno specchio per le allodole (che nemmeno frequentano la fornace: lì ci sono i gatti).


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci