PACCO DOPPIO PACCO E CONTROPACCOTTO

Premessa, chi trova troppo noioso leggere le norme può saltare la premessa.

L’Art. 53 del D.lgs 165/2001 disciplina le incompatibilità e il cumulo degli impieghi dei dipendenti pubblici, poiché considera gli incarichi extra ufficio uno dei potenziali veicoli di distrazione dalla retta gestione dell’interesse della collettività. A supporto dello stesso è intervenuta anche la legge 190 del 2012, recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nelle pubbliche amministrazioni”.

La legislatura in questione dispone che qualsiasi dipendente pubblico che sia assunto full time (a tempo determinato o a contratto), richieda all’amministrazione di appartenenza l’autorizzazione ad assumere incarichi extra istituzionali. Infatti il comma 7 afferma ”I dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall’amministrazione di appartenenza… In caso di inosservanza del divieto, salve le più gravi sanzioni e ferma restando la responsabilità disciplinare, il compenso dovuto per le prestazioni eventualmente svolte deve essere versato a cura dell’erogante o, in difetto, del percettore, nel conto dell’entrata del bilancio dell’amministrazione di appartenenza del dipendente, per essere destinato ad incremento del fondo di produttività o di fondi equivalenti”.

Entro il 30 aprile di ciascun anno, i soggetti pubblici o privati che erogano compensi a dipendenti pubblici per gli incarichi di cui al comma 6, sono tenuti a dare comunicazione all’amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi dei compensi erogati nell’anno precedente. Entro il 30 giugno di ciascun anno, le amministrazioni pubbliche che conferiscono o autorizzano incarichi retribuiti ai propri dipendenti, sono tenute a comunicare, in via telematica o su apposito supporto magnetico, al Dipartimento della funzione pubblica l’elenco degli incarichi conferiti o autorizzati ai dipendenti stessi nell’anno precedente, con l’indicazione dell’oggetto dell’incarico e del compenso lordo previsto o presunto. L’elenco è accompagnato da una relazione nella quale sono indicate le norme in applicazione delle quali gli incarichi sono stati conferiti o autorizzati, le ragioni del conferimento o dell’autorizzazione, i criteri di scelta dei dipendenti cui gli incarichi sono stati conferiti o autorizzati e la rispondenza dei medesimi ai principi di buon andamento dell’amministrazione, nonché le misure che si intendono adottare per il contenimento della spesa. Nello stesso termine e con le stesse modalità, le amministrazioni che nell’anno precedente non hanno conferito o autorizzato incarichi ai propri dipendenti, anche se comandati o fuori ruolo, dichiarano di non aver conferito o autorizzato incarichi.

Fine della premessa.

Il Comune di Bellaria Igea Marina, nell’aprile scorso, ha approvato con delibera di giunta n. 55, il regolamento in materia di incarichi Extra Istituzionali, anche se la legge era uscita nel 2012, quindi con un netto ritardo. La cosa che appare strana, è che dei piccoli incarichi dichiarati negli anni passati da alcuni dipendenti, il Dirigente, e per di più all’Urbanistica e lavori pubblici, ha comunicato i propri incarichi solo per l’anno 2016 mentre per il passato nulla. Almeno questo riporta il sito del Comune.

Strano che tutti sappiano che lo stesso ha uno studio professionale privato da anni e che lo stesso non abbia mai sospeso la P. Iva. che risulta tuttora attiva. Altra stranezza è che tra gli incarichi dichiarati e, ripetiamo, solo nel 2016, ci siano solo enti pubblici che sono ovviamente obbligati a dichiarare il conferimento incarichi. Ma la legge 190 dice che soprattutto in caso di soggetti privati che conferiscono incarico a un dipendente pubblico, è doveroso, per i principi dell’anticorruzione, dichiarare la cosa. Ora, il dirigente in questione, come ha fatto a mantenere uno studio professionale per anni senza avere uno straccio di incarico?

Poi si scopre che ha presentato progetti per conto di privati, con tanto di timbro professionale, in qualche comune del riminese. E l’autorizzazione? E chi sono questi privati? Altro punto importante è il settore di cui è dirigente. Si sa che i lavori pubblici e l’urbanistica sono settori delicatissimi, tenuti fortemente sotto controllo dall’anticorruzione.

Il Sindaco Pentastellato di Cattolica ha chiesto ai dipendenti pubblici di tali settori di non avere incarichi extra professionali o comunque legati all’attività libero professionale. Si dice che a qualche dirigente sia stata fatta sospendere la partita Iva proprio per evitare qualsiasi ombra sul loro operato.

Giustissimo, ci chiediamo allora: cosa succede a Bellaria? Perché il dirigente in questione, scelto dal Sindaco, pagato profumatamente più di 100 mila euro all’anno con soldi pubblici, cioè con i soldi dei cittadini, svolga in maniera disinvolta, eludendo la legge, altre attività professionali senza richiedere autorizzazione? Inoltre, in base alla legge sopracitata, se tutto questo fosse confermato, egli dovrebbe non solo essere destituito dall’incarico, ma dovrebbe versare al Comune quanto incassato senza aver ricevuto autorizzazione almeno dal 2012.

Segue l’elenco degli incarichi esterni dei dipendenti nel 2016. Dove si può notare come il 94% del valore degli incarichi esterni: 47.947,42 cioè 45.247,42 (quarantacinquemila.246,42) Euro, siano andati a una sola persona.

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