LA “BONIZZATA”

Lettera al Direttore

Caro direttore,

l’aspetto più sconvolgente nella vicenda Stacchini vs Bonito, che seguo con passione su Belligea, è lo strumento per correggere un supposto falso: il bianchetto. Bianchetto inteso non come calice di frizzantino nell’accezione veneta (“Barista, dame un biancheto”) ma come ausilio fisico/chimico per correggere i documenti. “Sbianchettandoli”, appunto, al fine di sovrascriverli. Pensavo, sinceramente, che nell’era della “dematerializzazione” il bianchetto fosse stato destinato, insieme alla macchina da scrivere e alla carta carbone, nel paradiso della cancelleria. Roba da museo. Invece no. L’ingegner Michele Bonito, che per motivi anagrafici appartiene alla generazione analogica, lo usa. Io, dopo la storia sconvolgente del bianchetto, mi immagino l’ingegner Bonito nel suo studio privato anche alle prese con un tecnigrafo di ultima generazione (nel senso di ultimo che è stato prodotto prima dell’avvento di Autocad per il computer), insieme a carta lucida, righe, squadre, regolo per i calcoli, matite H e HB, vari tipi di kohinoor da riempire con l’inchiostro a china, la lametta da barba per le correzioni perché sul lucido non si usa il bianchetto e la sviluppatrice di copie eliografiche che puzza fino alla strada di ammoniaca. Ma le vere domande sono: se il bianchetto ce l’ha Bonito, quanti altri lo usano in Comune; e Bonito (più gli eventuali altri) il bianchetto se lo comprano da soli o lo addebitano in nota spese al Comune? Già perché non possiamo immaginare che la pur famigerata Consip, la centrale di acquisto della pubblica amministrazione, abbia nel suo listino ancora il bianchetto. Per farne che, poi? Ah, dice che nell’era digitale dove tutto è dematerializzato c’è sempre qualcosa da correggere al volo su carta all’ultimo momento e che i pur costosissimi sistemi di gestione delle pratiche con attribuzione automatica del protocollo a volte devono essere bypassati. Dev’essere vero. E infatti la pur tecnologicissima Amazon il bianchetto lo vende davvero: costa 6,44 euro, ha un feedback ottimo (4 stelle) e il corriere lo consegna a domicilio. Ma secondo me Bonito lo compra ancora da Ugolini, nell’angolo vintage della cartoleria, in fondo a destra di fianco alla carta carbone e a una rarissima Olivetti Lettera 45.

Con ossequi.

Virginiangelo Maria Lori, Bellaria

Gentile Signore grazie di avermi scritto, come al solito qualcuno penserà che la sua lettera sia un falso, pazienza. Mi è venuto spontaneo il titolo che ho dato alla sua, “bonizzata“, che in futuro potrebbe benissimo sostituire: ho fatto una “ca…ta“. Darebbe sicuramente una mano a quei genitori che intendono non essere volgari davanti ai loro figli.

Le porgo i miei più cordiali saluti


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci