TRUMP: L’INDECENZA DELL’AMERICA

L’America, Nazione leader del Mondo, si è ormai ridotta al livello di uno staterello qualsiasi.
Il palazzinaro di New York, con le sue politiche provincialotte, ha trasformato gli States, prima e unica potenza mondiale, in una semplice lobby affaristica.

Il “dominio americano” finisce con Donald Trump.

Prima di lui gli Usa erano la “nazione guida” che attraversando conflitti mondiali e guerre fredde, plasmava l’ordine mondiale.
Ora si lancia in tutta una serie di provvedimenti per favorire le lobby affaristiche, illudendo il popolo dei suoi elettori che con le sue politiche gli Usa sarebbero tornati agli antichi splendori.
L’annuncio del ritiro americano dall’accordo di Parigi sul clima, è roba che nemmeno nell’italietta degli anni ’50 sarebbe successa. Pare non abbia ancora compreso che non sta recitando in una soap opera.

Questa la decisione, del più provinciale e meno preparato dei Presidenti eletti, da Woodrow Wilson a Barack Obama.
Donald Trump ha rifiutato di sottoscrivere l’accordo, arrivando a ipotizzare l’America vittima di un sinistro complotto internazionale, volto a defraudarla con il pretesto della difesa ambientale e addirittura come lo zimbello “che ha fatto ridere di noi“.
Nessuno ha mai ” riso” dell’America. Semmai si ride di Trump, non dell’America.

Ma in fondo questo annuncio non cambierà molto, perché nel solido, concreto pragmatismo di tutte le principali corporation americane, da Microsoft a General Eletric, dalla Exxon alla Disney, hanno già annunciato che continueranno nella loro scelta “verde” (persino i petrolieri, che tutto vogliono meno che assistere al ritorno della concorrenza del carbone).
La scelta del palazzinaro non è ecologica e nemmeno politica, ma semplicemente l’ignorante frutto di una mente ignorante.

È il segnale che l’America ha abdicato, grazie a Trump, al trono che essa stessa si era costruita quando, quel giorno di aprile del 1917, il Senato votò la dichiarazione di guerra alla Germania imperiale.
L’America è tornata a essere un’attricetta di avanspettacolo in cerca di un ruolo dozzinale in un piccolo teatro del Midwest, non più la regista del Mondo.
E ormai un piccolo Paese con formidabili forze armate, una piagnucolosa, vittimista e paranoica nazione, che si crede assediata da nemici decisi ad “approfittare” di lei,
Trump si lamenta con il tono da ignorante cafoncello quale egli è.

Chissà quale nazione o un concerto di nazioni meno stonato dell’Unione Europea salirà sul trono lasciato vacante dal superpalazzinaro del Queens?
Nessuno avrebbe immaginato che il sogno americano sarebbe potuto finire con l’emergere di altre potenze mondiali.

Appena qualche decennio fa Cina o India nemmeno si sognavano di sostituire gli States.

Mentre il Mondo va avanti, l’America sembra avere imboccato la retromarcia. A parte la questione economica, il problema sembra essere di natura umanistica. Trump appare come la negazione dei diritti sanciti dalla Costituzione americana.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci