IL RE TRAVICELLO

…Le rane chiesero un re

– La favola narra di un gruppo di rane che, abituate da tempo a muoversi liberamente per lo stagno, vogliono da Zeus un re dittatore, che regoli il loro modo di vivere dissennato. Il dio, divertito dall’insolita richiesta, lancia nello stagno un pezzo di legno (un travicello), e dice loro che quello è il nuovo monarca dello stagno.

Inizialmente le rane sono intimorite dal tonfo e vanno sul fondo, ma poco dopo scoprono che il loro sovrano non fa nulla a parte galleggiare, facendo bella mostra di se. Iniziano così ad avvicinarsi, a toccarlo, a salirvi sopra. Infine, lo provocano con ogni tipo di ingiuria e sberleffo, ovviamente senza ottenere alcuna reazione. Deluse dal dono, un re non fa così, pensavano che per loro facesse tanto e invece… si rivolgono di nuovo a Zeus chiedendo un re che non sia una nullità.

Il dio manda allora nello stagno una serpe, che inizia a divorarle una ad una.

Le rane per la paura perdono la voce; le poche che si salvano mandano un’ambasciata all’Olimpo attraverso Ermes, supplicando di essere risparmiate. Zeus però risponde loro Poiché un buon re vi dispiacque, abbiatene uno malvagio. –

E’ una favola di Fedro, che contiene un “insegnamento morale“. La storia semplicemente suggerisce che è meglio avere governanti incapaci ma innocui, piuttosto che arroganti e pericolosi. Più in generale, il consiglio è quello di tollerare una situazione spiacevole se c’è il rischio che, cambiandola, questa peggiori radicalmente.

Provate a capire di quali personaggi stiamo parlando…


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci