LA SOLITARIA DIFESA

Comunicato stampa di Giorgio Grassi

Forza Italia di Bellaria-Igea Marina fa una solitaria difesa d’ufficio del Sindaco, Enzo Ceccarelli, più ardua di una arrampicata sugli specchi.

Il partito di Berlusconi, con i suoi giri di parole, nasconde la sostanza del problema: Fi a livello nazionale si schiera con i “No alle aste” mentre a Bellaria vuole le aste a tutti i costi. C’è una contraddizione evidente che Ceccarelli avrebbe potuto chiarire all’incontro di mercoledì a Riccione, anziché andarsene (dopo essersi fatto fotografare davanti ad uno striscione che recava scritto a caratteri cubitali “no alle aste”).

E quando Fi locale cita Deborah Bergamini come prima firmataria del documento contro il disegno di legge delega Pizzolante-Arlotti, dovrebbe anche ricordare che la parlamentare di Fi è contraria alla legge principalmente proprio perché prevede le aste.

Sono uomo di sinistra, l’ho dichiarato nell’assemblea di Riccione e non vedo che problema ci sia. Il il mio obiettivo non è certo cercare visibilità a fini politici, ma solo dare visibilità alla grande contraddizione che condiziona l’operato del Sindaco.

Fi, per giustificare la scelta delle aste, sostiene che la procedura dell’Amministrazione Ceccarelli è partita prima della proposta di legge delega. Mi pare una posizione assurda: proprio le novità intervenute successivamente consiglierebbero alle persone di buon senso di riconoscere il passo falso e rivedere le proprie decisioni alla luce delle nuove opportunità. Tra l’altro noto che è entrato nel dibattito sulle concessioni anche il tema della “sdemanializzazione”, motivo in più per abbandonare la posizione “pro-aste”. Credo che questa sia una esigenza avvertita anche nella maggioranza di centrodestra e trovo strano che solo Forza Italia si schieri con Ceccarelli mentre il resto della coalizione risulta “non pervenuto”.

Ribadisco, in linea con la posizione della Cooperativa chioschisti, che l’asta voluta da Ceccarelli prima di una legge nazionale di riordino del settore, è uno strumento improprio nella forma e nella sostanza. È facile prevedere che l’esito sarà l’allontanamento dalla spiaggia di gran parte degli attuali concessionari a favore di altri soggetti imprenditoriali.

Condivido, infine, il parere di tanti studiosi, tra cui quello del professor Zunarelli, che ritengono non applicabile la Direttiva Bolkestein alle concessioni demaniali. Questo perché la Direttiva dovrebbe disciplinare i servizi e non i beni. E pare scontato che le concessioni demaniali siano beni, come ha la sostenuto stessa deputata di Fi Bergamini.

Giorgio Grassi

Cooperativa bar di Spiaggia Bellaria-Igea Marina


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