FAVORI TELEFONATI

Poiché Sua Eminenza Eccellentissima e il Cardinal Richelieu non sanno come soffocare l’incendio delle spiagge, e bagnini e chioschisti non trovano il coraggio per prendere una posizione netta e organizzare una manifestazione preferendo appellarsi a non si sa quale santo, proviamo a occuparci del caso Renzi.

Come sempre quello che succede nel mondo della politica è trasmesso distorto e finalizzato al proprio servizio.

Ridicolo è l’unico aggettivo che riteniamo possa essere usato. Per una persona dotata d’un minimo intelligenza, almeno al livello, comunque non trascurabile, dell’uomo di Neanderthal, non è difficile ipotizzare che Renzi non avesse alcun dubbio che suo padre avesse il telefono sotto controllo. E qui casca l’asino.

«Ecco qua, ora dico a papà che non gli credo e lo imploro di dire la verità – avrà pensato il buon Matteuccio – così li frego tutti e faccio pure un figurone! Tanto, prima o poi, qualcuno passerà la telefonata ai giornali (un amico magari…) poco importa se papà è innocente o meno, quello che conta è solo che io faccia bella figura».

Immaginare una cosa diversa significa vivere nel fantastico mondo delle favole.

Il punto è proprio questo, l’informazione italiana, che lascia molto a desiderare. Si butta a capofitto su questa storia completando così il disegno renziano.

Poco importa essere stati manipolati, importa solo stare sulla notizia.

Questa non è una notizia: è una cazzata! Il ragazzino di Rignano sull’Arno colpisce ancora esibendo il suo enorme ego.

Adesso dalle parti del PD si grida allo scandalo, che i colpevoli vanno puniti! Ma mi domando e dico, quante cose sarebbero rimaste nell’oscurità se non fossero andate sui giornali? Quanti scandali non sarebbero scoppiati? I primi a fare un uso distorto dell’informazione, sono proprio i politici.

Ben vengano delatori, informatori, ecc. Il mondo della politica vuole il popolo mal informato e ignorante.

E’ ormai praticamente assodato che i più grossi scandali e malversazioni vengono dalla politica, non dal privato. C’è addirittura un Sindaco, e questa è davvero grossa, che ha emesso una delibera contro l’informazione, al solo scopo di controllare un singolo giornalista.

Nei meandri del Palazzo viene chiamata “la delibera anti Bartolucci”. Conoscendo il soggetto, non me ne meraviglio. Piuttosto mi meraviglio che nessuna delle opposizioni abbia chiesto conto di tale delibera e altresì non abbia promosso una lotta per la libertà d’informazione.

Renzi, il furbetto, sta usando quella telefonata per il suo tornaconto, dimostrando la pochezza del suo intelletto politico. Lui si considera uno statista. Un vero statista di spessore, non avrebbe proferito parola.

Ma torniamo alla stampa, in particolare la stampa locale della riviera.

Per il 90%, le notizie pubblicate sono veline delle Amministrazioni, spacciate per articoli costruiti da zero.

Se non fosse per qualche incidente, per qualche reato, o per feste di paese, non avrebbero notizie da pubblicare.

Non parliamo poi di articoli d’opinione, di qualche inchiesta che crei anche il minimo problema alle Amministrazioni comunali. Non sanno nemmeno cosa siano. Qualcuno poi, quando non ha niente da pubblicare, attinge “notiziole” dai gruppi Facebook. Tutti proni, questo è giornalismo?!

Facciamo un semplice esempio: il Carlino pubblica la notizia del dragaggio nel porto di Bellaria I.M. come fosse un fatto eccezionale. Ci risulta che, come minimo, sono 40 anni che la draga ripulisce il porto. Il pensiero che si ricava è sempre del servilismo dei giornalisti nei confronti del potente di turno, del quale corrono in soccorso per esaltarne la magnificenza.

La telefonata di Renzi appare per quello che è una boutade pubblicitaria, niente di più, niente di meno. Come sempre, e in ogni caso, solo glamour, apparenza e poca sostanza.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci