SPIAGGE: PANICO E CAOS TRA GLI OPERATORI

In questi giorni tra gli operatori di spiaggia serpeggiano sibilanti sussurri ed echeggiano strazianti grida.

Le grida più assordanti dicono che se si ha un procedimento in corso si viene automaticamente esclusi dai bandi.

Precisiamo alcune cose:

  • Un abuso non porta automaticamente a una denuncia penale.
  • La delibera n° 31 del 13/03/2017, fissa le linee guida sulle normative delle spiagge, ma non nomina mai i bandi né fissa le regole per essi.
  • E’ sempre possibile che quando (e se) si faranno i bandi, il Comune si riservi di immettere la norma che chi ha un giudizio penale in corso non può partecipare. Dovrebbe altresì spiegarne la motivazione e il nesso. Poi c’è da considerare che la Costituzione fissa inderogabilmente la parità dei diritti. Quindi è altrettanto possibile che vengano inoltrati dei ricorsi che inevitabilmente arriverebbero fino alla Corte di Giustizia europea.

Per il resto la delibera è molto chiara, chi si mette in regola ottiene il rinnovo della concessione, gli altri, per poter fare la stagione 2017, devono firmare unilateralmente l’impegno alla demolizione a fine stagione e presentare la fideiussione.

Sono ben altre le domande da farsi. Leggendo l’art. 20 comma 4 delle suddetta delibera, si può notare:

  • Nelle more dell’assegnazione delle concessioni secondo i principi comunitari e dell’espletamento delle necessarie procedure di evidenza pubblica il cui avvio è stato già deliberato dall’Amministrazione, con il conseguente adeguamento complessivo delle strutture e delle attrezzature alle disposizioni del presente Piano, ed al solo e limitato fine di soddisfare l’interesse pubblico al corretto espletamento della stagione turistica 2017, fino al 15 ottobre 2017, non si applica quanto disposto dall’art. 13 comma 5.

Già; il pubblico interesse. Ma esisteva anche negli anni precedenti, al punto che nel 2011 l’Amministrazione ha dichiarato gli alberghi “edifici di pubblico interesse”, potendo cosi andare in deroga per gli interventi in materia edilizia. Forse, ripeto, forse, era possibile dichiarare “ di pubblico interesse anche le attività sul demanio”.

Al di là di queste considerazioni, ci domandiamo come mai, potendo sistemare gli abusi nel medesimo modo di oggi, non si sia proceduto con più tempo a disposizione nel 2011 e negli anni seguenti.

Com’è ben noto, sono stati i controlli della GDF del 2016 a scatenare la situazione attuale, e solo a Bellaria Igea Marina… Evidentemente l’Amministrazione ha dormito. Perché? Semplice letargia o altri motivi?

L’Amministrazione si è mossa perché incalzata dagli eventi, non armata dalla volontà di mettere in ordine gli abusi. Il problema, data l’inerzia degli anni precedenti, è che ora si sta agendo a una velocità eccessivamente elevata, tentando di concentrare il tutto in pochi mesi, quando, se ci si fosse mossi per tempo, si poteva rimediare in un paio d’anni senza alzare polveroni.

La cosa a cui non sappiamo dare una spiegazione è perché il Comune si sia limitato alla stagione 2017 come periodo transitorio e non sia arrivato fino al 2020, quando negli anni precedenti il Comune usava l’art 38, per “tirare avanti”. E lo ha fatto in modo continuativo. Qual è la differenza tra gli anni 20092016 e il 2017?

Non era così difficile per l’Amministrazione, sapere cosa si stava facendo nei Comuni limitrofi, invece si è continuato con l’immobilismo. Una spiegazione logica ci dovrà pur essere?

La cosa che lascia stupefatti, è come sia stato possibile che l’Amministrazione abbia rilasciato le concessioni dal 2009 fino al 2016 con i manufatti già nello stato attuale e, all’improvviso, oggi sia diventato tutto abusivo?


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci