GP del Bahrain: Il Sakhir si tinge di Rosso

Sebbene da anni aspettassi questi momenti non voglio lasciarmi andare a commenti trionfalistici sull’onda della stampa quasi ovunque euforica perché c’è troppo equilibrio tra la Ferrari SF70 e la MB e basta poco a far pendere da un lato o dall’altro questo equilibrio che alla fine non è proprio tutto tra le mani delle prime guide…

Prime guide perché quest’anno anche in AMG Petronas hanno una seconda guida di cui devono tener conto in quanto può pregiudicare il successo della prima guida, cosa che in Ferrari non sembra sia possibile. Sostanziale equilibrio tra le due squadre ma anche tra i rispettivi muretti, con un leggero vantaggio prestazionale ( in velocità massima ) delle AMG Petronas verso un vantaggio sullo sfruttamento delle gomme da parte della SF70 che le consente un passo gara più efficiente… di quanto lo sapremo nello svolgere del Campionato.

Mi domando cosa nella SF70-H abbia permesso un tale salto di qualità rispetto all’anno scorso: sicuramente ha dato i suoi frutti il gran lavoro svolto mesi addietro con una F1 2015 modificata ( aumento della down-force ) assieme ai tecnici della Pirelli ma mi domando anche cosa ha inteso Marchionne quando ha detto “l’idea nata sette mesi fa ha dato i suoi frutti”… forse un fondo piatto costruito su misura per sospensioni tradizionali e non “reattive” bocciate dalla FIA alla vigilia dei test invernali?
Qualunque sia la risposta Vettel ha ritrovato quella fiducia che sul finire del 2016 aveva perduto strada facendo… forse perché guidava dopo Monza una macchina laboratorio? Sospetto suscitato dalle prestazioni di Kimi che oggi sembra ripiombato nei suoi soliti problemi pur dimostrando spesso di essere ancora un pilota molto veloce ( ma parimenti incostante nell’arco di una stessa gara ).

Decisiva è stata la partenza: Hamilton partito dalla parte sporca del tracciato ha perso qualche metro di troppo ma la frenata ritardata di Vettel è stata ancor più decisiva, un capolavoro se mi è concesso. Lewis ha quindi commesso lo stesso errore (???) di Vettel in Cina restando dietro e perdendo secondi preziosi e consumando soprattutto gomma ancor più preziosa. Sebastian non è riuscito a sua volta a superare un Valtteri alle prese con un gonfiaggio anomalo delle gomme posteriori che gli impedivano un passo superiore. La tattica dei box Ferrari è stata quindi obbligata ma quest’anno e con questa tipologia di gomme – se non ci si mette la Safety Car – la sosta anticipata paga.

L’episodio che ha poi definitivamente affossato le speranze (anglo)teutoniche è stata la strana manovra di Lewis all’ingresso della pit-lane quando, volutamente o inavvertitamente, ha quasi inchiodato davanti a Ricciardo nel momento, delicato, in cui si inserisce il limitatore di velocità. A Lewis sono state montate gomme soft rodate invece dell’ultimo treno di rosse nuove, una sorta di “giallo delle gomme gialle”… credo che la risposta sia semplice, con il suo stile di guida e la pista abrasiva per la sabbia portata dal vento del tramonto avrebbe percorso a ritmo di qualifica al massimo dieci giri invece dei 17 che mancavano. E la gara è finita lì, con l’entusiasmante ma inutile rimonta di uno scatenato Lewis mentre Vettel, senza strafare, volava verso il traguardo.

Infine un cenno per due ex piloti Ferrari… Massa che riesce a mettere due volte dietro Iceman al punto che tra i due è proprio lo svedese a sembrare in odore di pensione e Alonso… ma bastano tutti i soldi che gli hanno dato per salire su una macchina che al novanta per cento non vedrà il traguardo eppure lottare con tutti fino all’ultimo palpito della powertrain? Magari il prossimo anno lo vedremo su una Red Bull se le voci che danno Daniel vicino a Maranello sono vere, e allora saranno sorci verdi per molti piuttosto che Tori Rossi.

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Massimo Scalzo