Prima sessione di test invernali/2

La prima tornata di test della stagione 2017 si è conclusa.

Risulta sempre molto difficile capire quale sia l’effettivo potenziale delle varie squadre alla luce di quanto emerso in questi quattro giorni di prove: inevitabilmente viene fuori la frase “la squadra si nasconde” o che “non hanno puntato allo show ma a portare avanti il lavoro di verifica” il che francamente fa sorridere… quanto metti in pista una monoposto da formula uno l’unica cosa che puoi nascondere è il setting delle sospensioni e la quantità di benzina imbarcata o quella presente a bordo quando viene effettuato un crono di rilievo. Certo si può usare un setting meno aggressivo del software di gestione dell’unità propulsiva ma inficierebbe la validità dei test che hanno hanno anche, se non soprattutto, lo scopo di scoprire i punti deboli delle powertrain considerato che dette unità sono contingentate durante il campionato.

L’unica cosa certa è che negli ultimi tre anni velocità e chilometri percorsi durante i test precampionato hanno rispecchiato poi la classifica del mondiale, salvo nel 2016 quando c’è stato l’inspiegabile balzo in avanti della Red Bull dopo il GP di Russia imputabile probabilmente all’uso di un sistema di recupero dell’energia delle sospensioni per variare l’assetto ottenendo più carico in curva e meno in rettilineo, sistema usato anche dalla Mercedes e oggi bandito.

Ora in attesa della seconda sessione di test martedì 7 marzo, possiamo rimarcare i molti chilometri compiuti dalle squadre motorizzate Ferrari ( 5400 km, contro i 4883 delle macchine con propulsori Mercedes e i 3584 dei Renault ) i problemi elettrici che hanno afflitto la Mercedes e altri per la RB13 il cui motore peraltro va decisamente meglio del Renault ufficiale e le cui doti telaistiche confermano la RB ai vertici, come era logico aspettarsi da una macchina di Adrian Newey. Problemi anche per Sauber, Toro Rosso e McLaren.

Bene la Force India e la Williams anche se quest’ultima ha dovuto rinunciare all’ultima giornata avendo Lance Stroll rovinato la scocca uscendo di pista il che fa pensare a quanto sia opportuno per la Wlliams avere a disposizione un pilota dell’esperienza di Felipe Massa.

Concludiamo con un plauso per il nostro Giovinazzi ( ha sostituito l’infortunato pilota ufficiale della Sauber Pascal Wehrlein ) che al suo debutto su una F1 è riuscito a portare la Sauber al 5° posto della classifica dei tempi. Il che non è poco.


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Massimo Scalzo

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