Ho visto una macchina rossa…

Ho visto una macchina rossa…

Ho visto, o meglio abbiamo visto, una monoposto rossa come ogni anno da tanti anni che è meglio non ricordarli tutti, la settantesima F1 di Maranello che a breve scenderà in pista per l’ennesimo assalto al Mondiale.

Una macchina figlia di tanti padri ma con la stessa grande madre, la Scuderia Ferrari, fondata a Modena nel lontano 1929 come filiale agonistica dell’Alfa Romeo e poi reparto corse della stessa fino al 1939 quando il “Drake” si dimise per fondare la Auto Avio Costruzioni e costruire, l’anno dopo per la Mille Miglia, la Auto Avio 815 ( o Tipo 815 ) usando materiali Fiat – telaio e motore della Fiat 508C 1100 – portando l’8 cilindri a 1500 cc. di cilindrata e facendo realizzare la carrozzeria dalla Touring di Milano. Era nata la Prima Ferrari in assoluto.

Il nome Ferrari associato all’Auto Avio Costruzioni avvenne ancora nel 1943 con lo spostamento della fabbrica da Modena a Maranello, modificato poi nel 1957 in Auto Costruzioni Ferrari e poi nel 1960 in SEFAC, Società Esercizio Fabbriche Automobili e Corse ( per gli appassionati acronimo di “”Sempre Enzo Ferrari Anche Cambiando”).

Tornando alla nuova nata della Scuderia, il brutto o il bello non hanno ragion d’essere in quanto la SF70H è una Ferrari F1 e tanto basta. E come la ammiriamo da ferma, così l’ammireremo in pista, che vinca o perda perchè la lotta e la competizioni sono nel suo DNA e quando Davide entra nell’arena i vari Golia di turno non possono che provare un fremito di ammirazione e, spero, anche di timore.

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Massimo Scalzo