GP del Mèxico: circuito Hermanos Rodriguez.

Lewis Hamilton domina il Gran Premio del Messico nella Monza d’oltre oceano, sul circuito dedicato ai fratelli Rodriguez, seguito a ruota dal compagno Rosberg e da Verstappen…

Anzi no, scusate, da Vettel che conduce una gara quasi magistrale con una Ferrari dalle prestazioni altalenanti ma non troppo distanti da quelle della British-Mercedes e della Red Bull-Renault-Ilmor. E’ bene specificare che il propulsore della squadra non sia il Renault della Renault perchè il confronto sarebbe troppo imbarazzante.

Il momento più bello della gara? Sicuramente il viso blefaroptosico del giovane belga/olandese quando gli è stato detto di riprendersi cappellino e casco e abbandonare la saletta lasciando i due quasi esterrefatti piloti della Mercedes in attesa di Vettel cui, giustamente, la direzione gara ha restituito il terzo posto guadagnato in pista. Ha dell’incredibile la protervietà del ragazzo nel non obbedire all’ordine dei box di cedere la posizione che aveva mantenuto con il taglio della chicane, disobbedienza che fra l’altro andava a tutto vantaggio dell’incombente Ricciardo. Che piloti e squadra ci abbiano provato è tutto da dimostrare ma è indubbio che quelli della Red Bull quando vedono Vettel vedono letteralmente rosso… tanto per restare in tema. Forse perchè il quattro volte campione del mondo li ha lasciati per andare in Ferrari? Decidiamoci: quei mondiali li ha vinti la Red Bull di Newey&C. o Sebastian Vettel è molto più di un  ottimo pilota?

La gara è stata animata dalla suspense per le gomme, specie il primo interminabile stint, 33 giri, di Seb con le soft, che gli ha permesso di arrivare alle spalle di Vestappen negli ultimissimi giri con gomme in migliori condizioni, ma anche dalla grande rimonta di Ricciardo che alla fine del primo giro ( sfruttando la Safety Car per rimuovere detriti di alettone in piena curva ) ha sostituito le super soft con cui era obbligato a partire con le soft, manovra che lo aveva precipitato in 14a posizione. Un pò meno brillante la prova di Raikkonen che da metà gara ha cominciato a lamentarsi di scarsa aderenza e trazione sulla ruota posteriore sinistra ma che comunque teneva un ritmo simile a quello delle Mercedes e delle Red Bull. Impressionante il controllo infine di Alonso spinto, direi inavvertitamente, con le ruote sull’erba e a pochi centimetri dal muretto dall’amico Sainz che è stato subito sanzionato dalla Direzione gara.

Opaca la prestazione di Nico molto più preoccupato di arrivare secondo in ottica campionato che di insidiare il velocissimo Hamilton che, rotture a parte e mai augurabili a nessuno, può ancora vincere l’alloro se qualcuno, Red Bull o Ferrari ovviamente, si mette tra lui e il biondo “ragioniere” tedesco cui bastano un secondo e un terzo posto nelle prossime due gare per diventare campione del mondo.

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Massimo Scalzo

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