UNA FOLLIA PARLAMENTARE

Sei anni di carcere per i cittadini, i blogger e le testate che pubblichino anche una sola informazione in grado di violare i dati personali o di ledere l’onore e la reputazione di qualsiasi soggetto, con confisca del telefono, del computer e rimozione del contenuto obbligatoria.

È questa la novità di agosto (in realtà del 27 luglio) della proposta di legge C 3139 (prima firmataria la senatrice Dem Elena Ferrara), che, con l’accordo di tutte le forze politiche, eccetto alcuni parlamentari di opposizione che ne hanno contestato l’applicazione, verrà votato dalla Camera a partire dal 12 settembre prossimo.

In base a questa questa legge, qualsiasi attività, anche isolata (e quindi effettuata anche una sola volta), compiuta dai cittadini sul web conferisce la possibilità a chiunque (altra innovazione portata dalla Camera) di ordinare la cancellazione di contenuti, salva la possibilità che questa attività venga ordinata dal garante privacy.

E chi non si adegua? Rimozione e oscuramento dei contenuti e sanzione sino a 6 anni di carcere. In pratica le attività di critica sui social network, attraverso blog o testate telematiche, farà scattare la possibilità di richiedere la rimozione del contenuto, dell’articolo, del messaggio, di qualsiasi cosa insomma sia presente sul web, con la possibilità di far bloccare il contenuto anche rivolgendosi al garante privacy.

Un blog scomodo, una commento troppo colorito sul forum, una conversazione un po’ ardita tra maggiorenni su Whatsapp, qualsiasi pubblicazione di dati a opera di maggiorenni, qualsiasi notizia data su un blog o su una testata, e che riguardano maggiorenni, ricadranno in quella definizione e saranno oggetto di possibile rimozione.

Un vero e proprio bavaglio, si potranno dare solo “belle notizie”. E’ questa la libertà di parola, quella sancita dalla Costituzione? Qualsiasi lamentela, segnalazione, critica, su un qualsiasi argomento, sarà passibile di un procedimento penale, anche per dei cassonetti d’immondizia troppo pieni…

Sta per arrivare la fine del web? Questa legge potrebbe essere la fine di molti blog, visto che non avrà senso denunciare fatti e misfatti, se non si potrà più fare i nomi di chi li compie col rischio di farsi 6 anni di carcere per informare chi non sa.

Se questo è il nuovo corso, che in pratica ci fa tornare indietro di 80 anni. Allora Signore e Signori, se qualcuno ha intenzione di votare si al prossimo referendum, forse è meglio ripensarci. Se un Governo non ammette la critica, allora quello si chiama “Regime”, niente a che fare con la democrazia.

Senza libertà d’espressione, non esiste la libertà.

libertà


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci