GP d’Austria: circuito Red Bull Ring.

Lewis Hamilton si aggiudica il GP d’Austria con un sorpasso su Rosberg all’ultimo giro.

Che finisce con una toccata da cui il tedesco esce con l’ala rotta e un quarto posto finale dietro a Kimi che non riesce a superare Verstappen all’ultimo giro in virtù delle bandiere gialle causate dai detriti dell’ala di Rosberg e dall’uscita a barriere di Perez alla successiva curva.

Per la Ferrari sfuma un’altra possibile vittoria – Kimi 3° e non 2° solo a causa delle bandiere gialle – quando all’inizio del 26° giro esplode la supersoft posteriore destra di Vettel in pieno rettilineo: ottimo controllo di Seb che dopo una toccata al guard-rail si ferma quasi a bordo pista ma nell’impossibilità di ripartire per i danni causati nella zona posteriore dall’esplosione della gomma ad alta velocità. Vettel era in testa in quel momento e visto il risultato di Kimi e qualche problema alla W07 di Rosberg, investita in pieno dai detriti della gomma di Seb, era lecito sperare un ottimo risultato. Si spera che nei prossimi giorni si sappia cosa è successo alla gomma del tedesco in quanto nè Pirelli, nè Ferrari, avevano riscontrato fino ad allora anomalie… certo che le prestazione stavano calando da un paio di giri e gli strateghi del muretto avrebbero dovuto richiamarlo al massimo alla fine del 24° giro… parere personale, naturalmente.

Prestazione opaca di Ricciardo (5°) ottime quelle di Button (6°) e di Wehrlein (10°) che con la MRT agguanta il primo punto mondiale mentre Alonso deve ritirarsi come Massa e Kvyat. Veramente ottima la prestazione di Verstappen che deve però il 2° posto al contatto delle due Mercedes in quanto le bandiere gialle hanno impedito al bravo Kimi di superarlo… tutti gli altri come vedete nella classifica in fondo.

Sostanzialmente la gara, nel toboga del Red Bull Ring immerso nello splendido paesaggio della Stiria, è stata il solito caos di alternanza dei cambi gomme, ultrasoft, supersoft e soft, sia per i set rimasti a disposizione di ogni pilota ( Rosberg aveva finito le soft e ha dovuto montare le supersoft, ad esempio ) sia per il degrado della stessa mescola in funzione del setting delle monoposto che della temperatura ambiente e dell’asfalto. La scelta di tre mescole a GP doveva vivavcizzare i GP ma alla fine crea solo confusione e altera i reali valori in campo e neanche basta più la bravura del pilota nel gestire le gomme.

Si riparte dall’Austria con lo strascico di quanto avvenuto tra le due Mercedes, in quanto la colpa del contatto che ha privato la casa di Stoccarda dell’ennesima doppietta, non è solo di Rosberg com’era sembrato a caldo, e con il dubbio di quanto sia successo a Vettel ma anche con la certezza che se il motore Ferrari c’è, manca ancora qualcosa al bilanciamento della F16 ma soprattutto manca un vero stratega al muretto della Rossa: la strategia di gara non tocca ad Arrivabene, come non toccava a Todt e a Domenicali.

 

 


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Massimo Scalzo