Orfeo Bartolini: “Tre passi nel delirio” (ricordo)

 

“Se c’è qualcosa che puoi fare, o che puoi sognare, comincia!” (Goethe)

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Wishbone Ash-Errors Of My Way (“Errori della mia strada”)

È proprio da queste parole, che Orfeo Bartolini ha tratto ispirazione per iniziare a compiere i suoi viaggi solitari in Italia, Africa e Oriente e per un gioco beffardo del destino a varcare avventatamente, in tempi prematuri, l’”assoluto”. Da pochi giorni sono trascorsi tredici anni da quel maledetto mattino di primavera del 17 marzo 2003, in cui il nostro “bizzarro” concittadino, nel distretto di Shah Joy in Afghanistan a cavallo della sua moto, nell’intento di raggiungere suor Maria Teresa a Calcutta, ha lasciato “maldestramente” questo mondo. Noi tutti sappiamo in quale modo.

Orfeo Bartolini, eccentrico e impenitente sognatore, estroso eroe cervantesco, fuori dalle righe, fuori dagli schemi, fuori dal tempo, fuori dalle definizioni di buon senso… ha provato, nonostante l’epilogo della sua giovane vita, qualcosa che non è per tutti. Lui, che non ha mai amato le classificazioni sulla sua identità date da noi compagnoni, conoscenti e vicini di casa, era soprattutto una persona educata, fedele alle spinte del cuore. Mi ha sempre detto di essere stato pervaso, fin da piccolo, da un vento che solo pochi potevano decantare, un vento raro, audace e misterioso, un vento che ti cattura e ti chiama a sé, dentro…: il vento della libertà. Orfeo Bartolini era un uomo libero, e di questo ne sono certo.

La sua originale intraprendenza lo ha portato a compiere un paio di esperienze televisive come protagonista. La prima con Luciano Rispoli a “Parola mia” su rai 1 nel 1985; la seconda in “Il brutto anatroccolo” condotto da Marco Balestri e Amanda Lear su Italia 1 nel 1998.

Ideatore e promotore qui a Bellaria del “Caffè Petrolini”, appartato ritrovo per artisti e musicisti di zona; si dilettava lui stesso di teatro e prosa. Come scrittore ci ha lasciato due pubblicazioni: “A Noi Due, Africa Nera!” (Fara ed. 1998) e “Capetown Bellaria – La Sfida” (Fara ed. 1999) in cui racconta le sue  gesta. Alla domanda: – Quali sono stati i tuoi autori di riferimento?
“Salgari, Guareschi, Bonelli (sì, quello di Tex), Omero, Voltaire, Manzoni, Montanelli, Verne, Dante… Dio sa quanti ne dimentico. Questi, però, mi hanno formato e dato le emozioni più forti.”

Ed ora, il sottoscritto, immaginando di fargli immenso piacere, vuole qui omaggiarlo offrendo una piccola perla a tutti gli amici… a coloro che lo hanno in qualche modo ammirato, nonché a quelli che hanno sempre sollevato riserve e perplessità sull’eccentricità della sua persona e del suo stile di vita, proponendo l’intervista del 30 agosto 1999 rilasciata a radio 1 alla nota trasmissione “con parole mie” condotta da Umberto Broccoli. Nella rubrica realizzata in collaborazione con Rai Teche“Voci di grandi personaggi della radio”, Orfeo per telefono, racconta la sua singolare esperienza sulla scia di Ibn Battuta.

Voglio pensare al di là di tutto e della plausibile coincidenza, di essere stato responsabile di un piccolo miracolo, quando mi sono intruffolato in un pomeriggio di un lugubre inverno di pochi anni fa, nei pressi della sua ex abitazione durante la ristrutturazione. Lì, avvolto da un misterioso presentimento e spinto da un’indefinibile curiosità, ho rovistato come un barbone nel bidone dei rifiuti fra le scartoffie, e ho trovato una cassetta a nastro senza alcuna dicitura destinata alla discarica. Ed ecco, col “senno di poi”, la meraviglia della sua dolce e modellata voce, come un grido nel vuoto, uscire fuori.

Orfeo Bartolini-intervista a radio 1 (1999)

Noi oggi, vogliamo, nonostante il costo, continuare a rispettare la sua figura e le sue scelte. Vola Grande Orfeo!… (sicuramente nei nostri cuori).

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“…ricordo di te la casa, la rete metallica, i nostri cortili e tanta curiosità, incomprensibilmente… senza steccati.”

Pierranina picciina


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Pierdomenico Scardovi