GP del Messico. Autòdromo Hermanos Rodriguez.

“Limited Edition”.

Dovrei parlare della gara, della vittoria di Nico Rosberg e dell’uscita di pista di Vettel ( dopo 105 GP ), delle Bottas e risposta di Kimi, dove Raikkonen ha offerto il fianco a prescindere dall’intenzione o meno di Bottas di vendicarsi, di Lewis uomo squadra che si lascia guidare dai box nel cambio gomme e non attacca il compagno che doveva staccare Vettel nella classifica piloti nella domenica nera del tedesco.
Dovrei parlare della bella pista messicana con spettatori, colori, alberi e quant’altro, del suo asfalto finito poco più di una settimana fa, quindi scivoloso, e anche delle monoposto sgranate lungo il circuito in lotta più con la trazione nei tratti lenti che tra di loro e con l’affanno alla fine del lungo rettilineo. Dovrei parlare anche del fatto che il telaio della SF15 tira fuori le sue “magagne” non appena il contatto tra mescola e asfalto viene progressivamente a mancare. Ieri i tempi sul giro c’erano ma in teoria, in quanto la rossa faceva lavorare troppo le gomme: la mescola si surriscaldava e la macchina scivolava con il retrotreno… di qui la difficoltà nei sorpassi e gli errori di Vettel… ben quattro, troppi in una sola gara per un campione come lui.
Non parlerò di ciò che tutti abbiamo visto ieri, ma di questa F1 “Limited Edition”… limitata nei consumi, nella quantità e qualità delle gomme, nelle powertrain ( motore più cambio ) e relativa messe di componenti, limitata nello sviluppo e negli interventi post-qualifiche, limitata nel numero delle vetture in pista in base alla legge “se i soldi non ce l’hai non corri”, limitata negli ascolti in diretta e negli spettatori in pista… limitata infine a pochi: in tutti i sensi, come sono appunto le “Limited Editions”.   ( massimo scalzo )

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Massimo Scalzo