GP USA – Circuit of Americas.

GP USA F1/2015 © FOTO STUDIO COLOMBO PER FERRARI MEDIA (© COPYRIGHT FREE)

Austin avrebbe dovuto essere la gara delle seconde guide: Rosberg come ultima chance per tentare di agguantare il mondiale, Raikkonen per dimostrare che ancora c’è, Bottas per dimostrare che la prima guida in Williams è lui. Ed effettivamente è stata la gara delle seconde guide… nel senso che tali si sono confermate, da Nico ancora una volta incapace di stare davanti al suo compagno, neanche quando non è particolarmente brillante, a Raikkonen ormai diabolico nella sua propensione all’errore e a Kvyat – al posto di Bottas vittima ancora una volta del muretto Williams – che nonostante sia sembrato in grado di star davanti a Ricciardo e anche impensierire Lewis, alla fine è scivolato indietro fino a fotocopiarsi su un incolpevole guardrail. Per fortuna l’asfalto bagnato-umido all’inizio, e comunque sempre scivoloso, oltre a una direzione gara senza interventi pseudoregolamentari, hanno dato vita a un gran premio vivace con incidenti, quattro SC e ricco di sorpassi tra cui spicca quello di Ricciardo su Lewis: il controllo dell’australiano sulla sua Red Bull al limite dell’aderenza fisica è da incorniciare. Le condizioni dell’asfalto ci hanno permesso di vedere all’opera i piloti più che le macchine, ma quando la pista si è quasi normalizzata, la gara è tornata sui binari cui siamo abituati e con il solito finale: fino a un certo punto, visto che Vettel, partito 13° ha tagliato il traguardo negli scarichi delle due Mercedes. Ottima gara di Perez , di Sainz, di Button e anche di Alonso arrivato a sfiorare il quinto posto prima di essere azzoppato ancora una volta dalla powertrain nipponica. Nonostante la penalizzazione Vettel si è ritrovato di nuovo sul podio… tuttavia la sua gara non mi ha emozionato: troppo regolare, pur nella sua ormai indiscutibile bravura, quasi fosse rassegnato al fatto che il miglior risultato non poteva che essere il terzo posto. A parer mio con un pò più di grinta nell’ultimo stint sarebbe riuscito ad agguantare il pallido Rosberg, ma forse non era il caso di rischiare nè di spremere troppo il motore nuovo che deve servire, e bene, nelle ultime tre gare. Infine mi chiedo: dopo quello che abbiamo visto in pista ad Austin ( Verstappem, Perez, Sainz ) siamo proprio sicuri che Kimi sarà al volante della rossa il prossimo anno?  ( massimo scalzo )

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Massimo Scalzo