Ferrari e Pirelli.

Dalla Pirelli è trapelato che l’esplosione della gomma di Vettel sarebbe imputabile a un possibile detrito che potrebbe aver causato una foratura.

Ma naturalmente è stato un minuscolo detrito di carbonio a fermare la Ferrari numero cinque…. che altro se no? Invero è stato un rischio insito nella strategia estrema e anche suicida del “garage” osare fino a ben 28 giri ( su trenta ) con gomme da 40. A Monaco la Ferrari avrebbe potuto attuare una simile strategia considerando che le SS sono durate 38 giri ( ricordo male?) che le formule minori lì non ci corrono e che è un lungo e pulitissimo circuito… permanente. Arrivabene & C. sanno bene che “una macchina da corsa è fatta per andare al limite, al limite delle prestazioni per essere il più veloci possibile, e ci si trova ad essere seduti in una macchina che viene portata al limite anche con le gomme” ( Jo Ramirez ) quindi perchè prendere un simile rischio per la gara e per il pilota? Forse perchè la Pirelli dopo le prove aveva quantizzato in 40 giri la vita utile quindi la durata delle gomme? Ma strane queste gomme che a volte durano molto più del previsto, altre volte in due giri ti fanno perdere anche 5 secondi per degrado e/o usura e la cui carcassa, prresumibilmente quella in kevlar del 2013, subisce deformazioni che al solo vederle ( foto ) qualsiasi persona di buon senso rifiuterebbe di montare anche su una macchina sportiva e che fanno rimpiangere le vecchie Good-Year, il che è tutto dire… neanche una parola sul fatto che la forza centrifuga che agisce dall’interno della gomma verso l’esterno e il carico aerodinamico che il pneumatico deve nello stesso momento sopportare nelle curve veloci potrebbero essere state a Spa eccessive per questa tipologia di gomme, ma il comunicato Pirelli che è stato un detrito ha tranquillizzato tutti, soprattutto i piloti che percorreranno con animo tranquillo e sereno il tracciato brianzolo… a patto di cambiare le gomme almeno tre volte, tanto per stare più sicuri.  ( massimo scalzo )

 


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Massimo Scalzo

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