GP D’Ungheria. Hungaroring.

Parafrasando un detto arcinoto, l’importante è esserci. Essere pronti a cogliere il momento no di un pilota o di una squadra e raccogliere i frutti di una gara – e di una preparazione – ben condotta sin dalla partenza. Al giro di boa del campionato la Scuderia ha raggiunto degli obiettivi che alla fine dell’altr’anno sembravano impensabili e la Ferrari n°5 svetta per la seconda volta portando il decimo risultato utile su 10 GP di questa F1 congelata. Di più credo non si possa chiedere sia ai piloti che alla squadra… certo manca ancora l’affidabilità della powertrain e la concentrazione di Kimi non è costante come dovrebbe essere: sarò cattivo ma nell’anno del mondiale sfiorato da Felipe, il “ragazzo nordico” si è lasciato sfuggire un facile secondo titolo. Titolo che anche quest’anno sarà difficile quanto improbabile strappare dalle mani di Lewis nonostante una “black sunday” che ricorderà e ricorderemo a lungo. Domenica nera anche per Nico che si lascia sfuggire sia Vettel sia un podio quasi regalato con una prestazione opaca e arrendevole. Non me la sento di intonare il peana e di parlare di una Mercedes ‘battuta e umiliata’ perchè mi basta guardare la tabella delle sostituzioni delle componenti dei motori per rimettere i piedi per terra. Il caldo, le gomme, la pista no-Tilke, gli errori dei piloti Mercedes, la determinazione di entrambi i piloti di Maranello ( e di altri ) hanno condotto a una gara convincente e per qualcuno si può anche dire che con il manico ha supplito alle carenze della monoposto, come anche qualcun altro, vedi Bottas e Massa, si è trovato molto ridimensionato senza lunghi rettilinei dove sfruttare l’efficacia della powertrain tedesca quando lavora a regimi sostenuti. El Matador Alonso si è ritrovato là dove le sue qualità emergono, in piena mischia, e per sua fortuna ( ma esiste o no, questa fortuna?) stavolta il propulsore nipponico non s’è perso cammin facendo… Bruttissima gara di MaldonaTor e brutta gara di Daniel Ricciardo anche lui nella lista dei piloti cui qualche volta un pò di Valium prima dello start non farebbe male. L’Hungaroring ha evidenziato come i migliori telai siano il Ferrari, il Mercedes e il Red Bull – in ordine alfabetico – e che la differenza la fanno le gomme, la potenza e l’affidabilità delle powertrain e ovviamente anche i piloti. Nella domenica di Jules, la sua Scuderia gli rende onore nel migliore dei modi, sfiorando la doppietta, mentre l’ex “beautiful baby” si dimostra un grande pilota… ora manca solo una gran macchina. ” (massimo scalzo)


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Massimo Scalzo