FORSE LA QUESTIONE GRECA SALVERÀ L’EUROPA

Non tutti i mali vengono per nuocere. Se i proverbi sono la saggezza dei popoli o, come li definì Benedetto Croce “Il monumento parlato del buonsenso”, allora proviamo a prestarvi ascolto e vedere se, in questo caso, il proverbio che inizia la frase può essere applicato.

La situazione è ancora lungi dal trovare una soluzione, le trattative e le analisi strategiche ancora in corso, ma una cosa appare comunque già definita: la strafottenza e la sicurezza della potente, egemone, autoelettasi capo della Unione Europea, Germania, hanno subito un duro colpo e la stessa appare un po’ “groggy”, come un pugile che ha accusato un uppercut che non si aspettava.

Questo non solo nei confronti della platea internazionale, ma anche entro i suoi confini, dove sempre più tedeschi si stanno chiedendo se la linea politica tutta rigore e diktat assoluti della loro Cancelliera Adolf Merkel, sia veramente quello che serve per la sopravvivenza e affermazione della, ora inaspettatamente vacillante, Comunità Europea.

Infatti anche all’interno stesso della Germania serpeggia più di qualche malcontento, anche i tedeschi stanno comunque conoscendo qualche difficoltà e qualcuno, in una strada, ha posto delle croci per ogni suicidio derivato dall’inflessibile sistema in cui, chi resta senza lavoro, deve accettare qualunque occupazione gli venga proposta, pena andare fuori dal giro e morire di fame.

Ma se la disobbedienza di un relativamente piccolo stato può scatenare tanto clamore, tanta preoccupazione e far traballare il gigante, ora dimostratosi coi piedi d’argilla, cosa accadrebbe se la stessa cosa avvenisse per l’Italia? Perché l’eventualità, analizzando il nostro sottobosco politico attuale e il costante calo di consensi della linea renziana, potrebbe anche essere possibile, mai dire mai.

Quindi, ora come ora, mentre si sta studiando come risolvere nel modo meno doloroso possibile la questione greca, sarà anche il caso di elaborare una strategia politico economica meno corrosiva per popoli ormai sfiancati da troppi anni di rigore, chiudere un po’ i cordoni della borsa verso le banche e pensare che se la gente, sempre più gente, si stanca, alla fine, e citando un altro proverbio, chi troppo vuole, nulla stringe.

Quindi è possibile, anzi, ce lo auguriamo, che lo spavento preso faccia ammorbidire la linea attuale per avviare un corso più leggero e sostenibile, l’unico che potrebbe garantire una serena collaborazione e convivenza tra gli Stati d’Europa, che sarebbe l’unica condizione che consentirebbe una lunga vita per l’Unione Europea.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci

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