GP D’Austria. A1 Ring – Spielberg.

La riscossa della Ferrari, sbarcata in Canada con evoluzioni di aerodinamica e di propulsore, sembra essersi arenata sulle spiagge dell’isola di Notre Dame: per quanto male sia andata in Canada, altrettanto male è andata in Austria e le innegabili doti di Vettel non sono riuscite a salvare la situazione come già era accaduto al suo predecessore oggi fotocopiato contro il guard rail da Raikkonen che è anche riuscito a mettersi quasi per cappello la McLaren. Come se Fernando non avesse già abbastanza guai di suo, il finlandese sembra si sia lasciato scappare – ancora – il posteriore della SF15… mentre la Numero Cinque sembra viaggiare sui binari ( bellissime la immagini della camera car posteriore di Felipe sul finale, con la rossa di Vettel lanciata all’inseguimento ). E se leviamo i dieci secondi buttati via ai box e guardiamo la classifica finale, credo che forse ci siamo persi un bel duello Lewis-Vettel considerato il penalty inflitto all’inglese che non è stato a suo agio su questo circuito, maltrattato da Tilke, nonostante la superiorità delle AMG sia ancora palese. Nico ha fatto bene il suo compito, così come Massa e anche altri e nelle retrovie qualche bel duello c’è scappato ( per nostra fortuna ) e da rilevare anche il numero… alla Kimi, del solito MaldoNATOR, esagerato – o forse costretto – nella manovra di scartare Verstappen in frenata ma bravo a tenere la monoposto che ondeggiava in pieno rettilineo a 300 all’ora. Su 14 macchine al traguardo, solo sei sono arrivate a pieni giri con Hulkenberg che ha tenuto dietro Maldonator, Verstappen, Perez e un Daniel Ricciardo che sembra l’ombra del pilota dello scorso anno, costretto a combattere con le Sauber e quasi con le Marussia e superato dalla Toro Rosso di Verstappen.

Una gara automobilistica per definizione non può essere noiosa se non per alcuni momenti o giri: l’imprevisto è sempre in agguato, sia sotto forma di errore umano, sia di cedimento meccanico, sia di condizioni meteo. In questa F1 può accadere che i primi due viaggino di conserva dal primo all’ultimo giro senza neanche la preoccupazione di un incombente terzo incomodo però è stata brava la regia televisiva austriaca a lasciar perdere le posizioni congelate e puntare le telecamere là dove c’era lo spettacolo, in mezzo al gruppo o nelle retrovie, ma più là dove i giovani si contendono anche un solo punto ( la decima posizione ) che per alcune squadre vale quanto un podio e dove il “tifoso” può vedere lotte serrate ruota a ruota ed entrate a… gamba tesa. I campioni, quelli che stanno davanti, vanno sempre un pò sotto il limite perchè il loro compito principale è portare la macchina al traguardo: l’errore di Kimi in Austria ( salvo smentite ufficiali ma dai filmati sembra emergere una toccata di Alonso ) è molto grave perchè, come Vettel in Canada, poteva risalire fino a un sesto o settimo posto come minimo – punti importanti per la Ferrari – e offrire al pubblico lo spettacolo della sua rimonta, senza tener conto del fatto che Fernando, prima di un purtroppo probabile ritiro, poteva a sua volta regalarci qualche bel duello. I giovani, d’altro canto, devono dimostrare il loro valore e quindi si gettano anima e monoposto nella mischia e se sbagliano, pazienza, basta che nessuno si faccia male, perchè in fondo il pubblico è questo che vuole, non certo un Kimi che sbatte fuori Fernando e si mette sul cofano la McLaren al primo giro. Nel 2012 le mescole esattamente opposte a quelle odierne ( e in particolare le irriducibili supersoft ) ci avevano offerto ben otto diversi piloti al primo posto, compreso Maldonado in Spagna. Spettacolo artificioso, siamo d’accordo, ma anche oggi c’è molto di artificioso in questa F1 letteralmente congelata nei motori e molto spesso dalla posizione di partenza. La Ferrari ha giocato i suoi primi gettoni, la Mercedes ha risposto con aggiornamenti di affidabilità ( stendiamo un velo pietoso sulla permissività della FIA ) e anche grazie a errori più umani che elettro-meccanici, la situazione non solo non è cambiata ma Williams, Lotus e Force India incombono alle spalle di Vettel. Speriamo di non dover continuare a guardare nel mezzo per vedere lo spettacolo perchè nel motorsport “in medio non stat virtus, sed mediocritas”.

Chiudo con un consiglio al presidente Marchionne… guardi le gare da casa, come faceva Enzo Ferrari, o da dove vuole ma stia lontano dai circuiti. La prima volta è un caso, la seconda una coincidenza, la terza… nessun ferrarista la vuole.   ( massimo scalzo )

A1 RING CLASS


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Massimo Scalzo