GP del Canada – Montreal

Siamo al settimo GP e Kimi ha buttato via un’occasione che non doveva essere mancata specie dopo i guai di Vettel e per quanto possa essere un suo affezionato ammiratore se fossi Arrivabene lo lascerei a piedi sin dal prossimo GP. Non c’è altro da dire: a questo punto meglio un giovane con gli occhi della tigre che un bravissimo ex campione quasi fuori età. Troppi errori in un momento molto delicato per la Ferrari e vista la quantità di investimenti fatti in pochi mesi dalla nuova gestione. Da notare che Vettel, partito 18°  per non aver superato la Q1 ( problemi al software e penalizzazione per aver superato durante le Prove Libere 3 in regime di bandiera rossa ) è arrivato a 4 secondi dal finlandese…
Passando alla gara non è stata affatto noiosa, a cominciare dalla coppia di testa: ovvio che passare Hamilton su una pista a lui molto congeniale, era impossibile, ma Nico lo ha tallonato, più che pressato, pronto a cogliere l’attimo. Bottas si è visto regalare il podio dal solito Kimi ( Arrivabene ha detto che dovevano avvertirlo delle gomme fredde… quanto mi piacerebbe sentire invece quello che gli dirà martedì!) ma non per questo meno meritevole, al contrario. Raikkonen si è girato sembra perchè la Ferrari a causa della pioggia non ha potuto affinare il software che controlla il propulsore durante il primo giro dopo il cambio gomme: sta bene, ma non sta bene che Kimi per rigirare la macchina abbia effettuato un “burn-out” bruciando il compound delle mescole e dovendo quindi effettuare un ulteriore cambio gomme. Massa è il solito Massa, le ha (ri)prese dal compagno su una pista dove la Williams, con il nuovo motore, poteva essere seconda solo alle AMG. Come Daniel le prese da Kwyat, lui che è stata la ‘bestia nera’ di Vettel e l’unico a rompere il dominio 2014 delle Mercedes… mi sa che il milione e mezzo di stipendio gli và proprio stretto, considerata la media di 4 milioni di Lotus, Force India e Williams ( Bottas solo due, un’altro con la valigia dei vestiti già pronta ). Buona gara di Pastor, Hulk, Kvyat, Grojean e Pèrez: anche se la pista è favorevole all’aerodinamica scarica e avevano motori potenti, il Villeneuve è comunque una pista difficile dove l’errore è sempre in agguato a causa del manto stradale con scarso grip. Bello il duello, inutile, Alonso-Vettel ma l’asturiano non è certo il tipo che rende le cose facili, specie alla sua ‘nemesi’. E bello anche quello tra Seb e il coriaceo Hulkenberg ( un’altro con il dente avvelenato con la Ferrari che gli ha preferito Kimi dopo avergli mandato la bozza del contratto) con un sorpasso alla chicane in stile Schumacher. Certo poi la manovra contromano in una curva cieca di Hulk ha lasciato a dir poco perplessi: roba da ritiro della patente anche se i commissari non hanno agitato le bandiere segno che la pista era libera.
Il domino delle Mercedes non è stato totale: entrambe le auto erano al limite con il consumo e di più non potevano dare: se Vettel non avesse avuto il problema al motore – sembra un ‘baco’ al software – forse le cose arebbero andate diversamente. Gli aggiornamenti della Ferrari direi che funzionano, visti i tempi sul giro, ma conforta anche la velocità massima di Vettel: 341 km/h, anche se in scia. Carente ancora la gestione del complesso termico-elettrici ma ci sono due settimane per farci vedere quello di cui è veramente capace la SF15/B.

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Massimo Scalzo

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