Crash-gate Catalano 2

Il “crash-gate catalano” sta diventando una fiction: tutti dicono la loro, Barbazza, Capelli, Coulthard, Wurtz, Alesi, Brundle, Arnoux, medici, neurologi, ingegneri, giornalisti, ma chi veramente sa – Ron&C e Fernando – si trincera dietro dichiarazioni che potremmo definire quasi lesive dell’intelligenza di chi legge e ascolta.

Sembra assodato che qualunque cosa sia successa ( scossa, guasto, malore ) è avvenuta a 150 km/h ( Alo viaggiava a 215, poi ha frenato mentre sopraggiungeva Vettel ) e l’urto laterale a 105 km/h. C’è una ridda di segnalazioni sui G: da 30 al primo urto, a 15, addirittura a 8 negli earplugs del pilota, c’è la luce arancione dei LED di sicurezza poi passata a verde dopo pochi secondi, c’è una McLaren che riporta un alettone distrutto e un semiasse rotto ( e ruota post. destra sgonfia ). Poi c’è il ricovero con tanto di eli-trasporto e sedazione, per quasi quattro giorni, ma c’è anche un Fernando sorridente, senza collarino, che saluta dall’ospedale e poi se ne va, senza bollettino medico, con le proprie gambe entrando senza alcun problema in macchina, scavalcando il sedile post. destro e allacciandosi la cintura. E poi c’è Magnussen che lo sostituisce, non Button che era già al Montmelò, come se la McLaren già sapesse di Melbourne martedì o mercoledì. Perchè questo caos mediatico? Sorvolando sulle note di colore della memoria perduta – anche se possibili dopo una folgorazione – due aspetti di questa vicenda sono molto preoccupanti. Il primo è legato non a un difetto di progettazione dell’unità Honda, ma a qualcosa che è successo al di fuori delle previsioni e delle certezze degli ingegneri: una concausa di eventi potrebbe generare una scossa elettrica a qualsiasi pilota del Circus, il che sarebbe un incubo a occhi aperti per Todt e la FIA. La seconda ipotesi è ugualmente preoccupante: un malore di Alonso per ora da causa non definita ma per questo ancor più grave in quanto potrebbe ripetersi ( sotto stress?) in qualsiasi momento da adesso in poi e ciò vorrebbe dire che la carriera del pilota asturiano al volante di qualsiasi auto, è finita al Montmelò. Ci sarebbe una terza ipotesi: una sorta di accordo tra Fernando e Dennis per porre fine a una riconciliazione che non avrebbe dovuto mai iniziare.


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Massimo Scalzo