Test Barcellona 2015.

E’ terminata la prima serie di quattro giorni a Barcellona: giovedì inizierà l’ultima sessione di test precampionato. Questi giorni, condizionati un poco dalla pioggia e dal vento e anche dalle basse temperaure dell’asfalto, non hanno sciolto i dubbi sulle vere prestazioni delle monoposto ma solo confermato che la AMG Mercedes è ancora la macchina da battere. I tedeschi hanno lavorato molto sui “long run” al contrario di Lotus e Sauber che hanno espresso buoni tempi: cercare e trovare il tempo non è difficile, sia usando gomme supermorbide, sia pochissimo carico di carburante e qualche escamotage permesso – solo nelle prove – dal regolamento. Entrambe le scuderie hanno i conti in rosso e sono in caccia di sponsor.

La Ferrari ha certo fatto un grande passo avanti, ritrovando potenza nel motore termico e in quelli elettrici e anche guidabilità, come hanno confermato entrambi i piloti. Molto male la McLaren-Honda, afflitta da continui problemi di motore: se la monoposto e il propulsore hanno delle soluzioni innovative ed estreme, l’integrazione della macchina con il motore non sembra essere riuscita alla perfezione e il fatto di aver provato poco a Jerez ha influito negativamente sulla “power unit” ( motore termico più motori elettrici ) determinando guasti a catena terminati con la strana uscita di pista e urto contro il muretto della MP4-30 di Fernando Alonso.

L’incidente è avvenuto domenica quando mancava poco alla fine della sessione mattutina per cause che la McLaren ha definito “normale incidente di prova”. Eppure non mi sembra sia stata mostrata alcuna telemetria ed è vero che i meccanici Honda hanno fatto i tripli turni per montare un Kers modificato giunto nella tarda serata di sabato sul circuito. E comunque dopo l’incidente la squadra ha chiuso i box e terminato le prove, nonostante la MP4 avesse riportato danni solo all’ala anteriore e a entrambe le sospensioni di destra e Button fosse presente.

Il giallo non sarà il colore delle McLaren-Honda ma certo lo è dell’ultimo giorno di prove a Barcellona. Essendo stata esclusa una scossa elettrica o altro che indichi un malfunzionamento della monoposto, salvo una forte dispersione magnetica, si parla di perdita di aderenza della MP4-30 ( a 150 all’ora, velocità raggiungibile da una Panda, in un tratto da 230? ) per una raffica di vento come successo a Sainz jr. Gli unici spagnoli sul circuito di casa… ci può stare per il giovane Carlos, non certo per l’astuto e navigato asturiano. Fernando ha portato la monoposto verso l’interno della traiettoria, fuori pista, frenando e scalando marce, fino a sbattere contro il muro con una decelerazione superiore ai 15g. Nessuna causa apparente ma io ne vedo una, di colore rosso-corsa, che transitava proprio nel momento del “normale incidente di prova”. Dopo due sessioni di test inconcludenti ( tre se contiamo Abu Dhabi ) e la previsione di un’annata peggiore della precedente, alzi la mano chi non sbatterebbe la macchina contro il più vicino muro.  ( massimo scalzo )


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Massimo Scalzo