Jules Bianchi: rapporto della commissione FIA.

Da Autosprint online.

1. La traiettoria semi-asciutta alla curva 7 di Suzuka era stata interrotta da un rivolo d’acqua. Qui hanno perso il controllo Sutil (Sauber) e Bianchi.
2. Jules è arrivato al punto fra le curve 7 e 8 mentre la gru stava rimuovendo la Sauber. In quel punto erano esposte doppie bandiere gialle.
3. Bianchi non ha rallentato a sufficienza per evitare di perdere il controllo nello stesso punto di Sutil.
4. Se i piloti seguissero quanto richiesto dal regolamento per doppie bandiere gialle (art. 2.4.5.1b, “essere pronti a fermarsi in qualsiasi momento”, né loro, né i commissari, correrebbero rischi per l’incolumità fisica.
5. Gli interventi dopo l’uscita di Sutil erano in accordo con quanto previsto dal regolamento e dalla storia dei 384 precedenti negli ultimi otto anni. Anche in retrospettiva, non si vede la necessità di fare uscire la safety car prima o dopo l’incidente della Sauber.
6. Bianchi ha esagerato nel controsterzare, finendo col lasciare la pista in un punto prima di quanto successo a Sutil, dirigendosi verso la barriera dove purtroppo si trovava la gru, che ha colpito a grande velocità infilandosi sotto.
7. Nei 2 secondi in cui si è trovato fuori pista, Bianchi ha premuto sia il gas che il freno con entrambi i piedi. L’algoritmo di sicurezza “FailSafe” dovrebbe spegnere il motore sovrapponendosi al comando dell’acceleratore, ma non ha potuto intervenire per via del controllo di coppia, che fa parte del sistema brake-by-wire. La Marussia di Bianchi aveva un sistema Brake-by-wire molto particolare, risultato incompatibile con il FailSafe.
8. Il fatto che il FailSafe non abbia potuto limitare la coppia motrice richiesta dal pilota (ovvero, la pressione sul pedale del gas) può avere influito sulla velocità dell’impatto, ma no è stato possibile determinare di quanto. È tuttavia possibile che Bianchi fosse distratto da quanto stava accadendo e dal fatto che avesse bloccato le ruote anteriori e non fosse in grado di sterzare.
9. Il casco di Bianchi ha colpito la parte inferiore della gru. La forza del colpo e la traiettoria di striscio hanno causato una fortissima decelerazione per la testa e una grande accelerazione angolare che ha portato a lesioni molto gravi.
10. Sono state attuate tutte le misure mediche necessarie a salvare la vita di Bianchi
11. Non sarebbe possibile ridurre le lesioni in un caso come quello di Bianchi adottando abitacoli chiusi o dotando le gru di pannelli anti-intrusione. Con le forze in gioco (una F1 da 700 kg che colpisce una gru da 6,5 tonnellate a 126 km/h) la struttura di protezione della monoposto non può essere sufficiente ad assorbire l’impatto senza che la cellula di sopravvivenza si distrugga, o si generino decelerazioni fatali.

 

Riflettendo sul rapporto della commissione mi domando perchè in F1 quando muore un pilota la colpa è sempre della convergenza di più cause sfortunate e anche del pilota che ha commesso un errore. Certamente Jules un errore lo ha commesso e una bella botta sulle barriere, in stile Massa in Canada o Webber a Interlagos, ci stava tutta: era passato in quella curva poco dopo l’uscita di Sutil, quindi era bene a conoscenza delle condizioni della pista e con tutto ciò la sua velocità era di un chilometro superiore a quella di Adrian quando la sua MR03 è partita per la tangente. Fin qui ci siamo… peccato che esiste un precedente con la stessa scuderia, innescato da un difetto di elettronica anche in quel caso e anche in quel caso a portata della monoposto c’era un ostacolo che NON ci doveva essere ( Maria de Villota, test sull’aerodromo di Duxford il 3 luglio 2012 ). Secondo la mia personalissima opinione e al di là della tolleranza della FIA per le velocità tenute dai piloti in regime di bandiere gialle, il primo colpevole è il team sia perchè il Fail-Safe non ha funzionato, sia perchè hanno avuto un giro intero per avvertire Jules di stare attento in quella curva ( nel giro precedente l’uscita di Sutil lo ha probabilmente fatto rallentare ) consigliandogli la velocità da tenere. L’altro colpevole è il direttore di gara e i suoi consiglieri: una persona esperta, quale dovrebbe essere, non doveva permettere l’uscita dei commissari e del carro all’esterno di una curva pericolosa, in piena traiettoria. Ma anche gli stessi commissari, che dovrebbero conoscere bene il tracciato, non dovevano uscire fuori dalle barriere e comunicare invece alla direzione – che comunque doveva esserne a conoscenza – della pericolosità di un intervento proprio in quel punto con le monoposto che sfrecciavano a oltre 200 orari sull’asfalto bagnato. Io spero che l’indagine della magistratura nipponica evidenzi queste responsabilità, soprattutto quella a carico del direttore di gara che avrebbe dovuto impedire subito l’uscita del carro per la rimozione e mandare in pista la Safety Car. Intanto ha pagato Jules e ha pagato un prezzo inaccettabile.   ( massimo scalzo )

 


RIPRODUZIONE VIETATA © BELLIGEA.IT

Massimo Scalzo

su "Jules Bianchi: rapporto della commissione FIA."

Lascia un commento

il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.