Jules Bianchì: condizioni

Jules Bianchì ha riportato un “danno assonale diffuso” ( DAI ) che è stato causato da una decelerazione improvvisa: il peso del cervello ( 1,4 kg in media ) in tal caso diventa enorme, esiste una formula per calcolarlo che prevede la velocità, la dinamica ed eventuali accelerazioni-decelerazioni oltre che lineari anche di rotazione ed è un peso molto rilevante. Comunque al momento dell’urto il cervello viene proiettato in avanti contro la scatola cranica e quindi ritorna indietro altrettando violentemente, causando lo stiramento delle connessioni neuronali, gli assoni, appunto. Ma il DAI può anche verificarsi per mancanza di ossigeno ( ipossia ) causata dall’emorragia che preme contro i neuroni rallentando o bloccando il flusso del sangue nei vasi sanguigni cerebrali: in questo caso vi è anche l’effetto tossico del sangue in quanto si liberano sostanze immunitarie. Sappiamo che Jules è stato operato per rimuovere l’emorragia – che era abbastanza seria –  ed è importante farlo subito prima che il sangue coaguli e prema contro la corteccia cerebrale, quindi il quadro clinico di per sè è, come è stato detto, critico ma stabile.

Permane misteriosa la dinamica dell’incidente in quanto la Marussia, a 213 km\h al momento dell’acqua-planing, si è diretta – in modo anomalo – quasi contromano, imboccando la via di fuga: l’uscita avrebbe dovuto essere uguale a quella di Sutil un giro e mezzo prima, cioè dritta verso le barriere con un’angolazione più o meno accentuata, non così diretta. Da rilevare che il pilota non ha urtato con il casco, ma il carro-gru ( pesante oltre 3 tonnellate ) in retromarcia è salito sopra la monoposto che filava sembra a oltre 100 km\h, bloccandola di colpo e schiacciando tutta la parte posteriore, dal roll-bar indietro. Secondo la Gazzetta dello Sport di ieri, Jules avrebbe subito una decelerazione di 50 g. ma non per impatto frontale: in realtà la macchina è come se fosse stata tirata e bloccata “da dietro” senza alcun effetto ammortizzante delle strutture di protezione del circuito e della macchina e di ritenzione del pilota.

Comunque senza una refertazione, anche minima, sappiamo solo che Jules è in coma ma non di quale grado. I medici del Mie Hospital parlano di condizioni critiche ma non di pericolo di vita, il che fa rientrare Jules nell’alta percentuale ( 75 % ) di sopravvissuti, dei quali solo un 15 % esita danni motori permanenti. La situazione è diversa da quella di Schumi ( frattura, emorragie profonde e ipertensione endocranica ) ma ugualmente seria, tuttavia ieri Jean Todt, ritornato da una visita a casa del campione, ha detto che Michael “potrà vivere una vita relativamente normale entro un breve periodo di tempo.” Quindi possiamo nutrire una moderata fiducia nella ripresa del giovane pilota.

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Massimo Scalzo