INTERVISTA A DANILO LOMBARDI

Lei pensa che gli elettori abbiano ben capito il suo programma e il suo messaggio di come vorrà governare la città?

Beh, al momento abbiamo avuto un riscontro piuttosto positivo. Ci piace soprattutto vedere che alcuni hanno notato la somiglianza di certe iniziative presenti, con quelle già consolidate di altri programmi dei pentastellati.

Il suo obiettivo principale quale sarà?

Migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini: il nostro programma punta a questo. Fa poi piacere rilevare che diverse persone hanno notato una serie di aperture nei punti proposti, che utilizzeremo per un dialogo binario con i cittadini, passando dai quartieri, con tutte le associazioni di categoria. Le nostre realtà economiche devono trovare un confronto aperto, ma soprattutto ritornare al principio di città, una nuova pedonalità che colleghi i quartieri, una riqualifica che ridia valore per chi a Bellaria ci vive, e di cui anche i nostri ospiti estivi possano godere. Tornare a un’economia circolare, per le nostre imprese artigiane, per le nostre produzioni locali.

Sul piano strutturale un nuovo masterplan, il superamento del pessimo PSC prodotto in questi anni, ma soprattutto l’edilizia scolastica… una necessità innegabile da mettere al primo posto. Al contempo, sempre di primaria importanza in tema scuole, sono le proposte per la didattica, intervenendo con un finanziamento nel piano unico delle scuole per implementare una programmazione su cultura, sport e ambiente, ma anche un aiuto a chi ha difficoltà per l’acquisto di materiali didattici o scolastici. Per ultimo faremo richiesta al Ministero per avere nel programma scolastico un indirizzo musicale.

Cosa pensa della proposta del circolo nautico riguardo alla colonia Roma e alla darsena?

Si cammina sulle uova, il primo obiettivo è risolvere le problematiche della marineria, ignorata e sminuita dall’amministrazione uscente su delle richieste più che legittime. Un nuovo intervento sul porto deve trovare per loro spazi di lavoro e servizi. La colonia Roma ha delle potenzialità interessanti, come l’area verde che potrebbe divenire anche una “scorciatoia verde” per attraversare il quartiere senza ricorrere alla macchina, e non solo in sicurezza, ma in un polmone verde importante vista la forte densità di edifici.

Qual è secondo lei il principale problema della città?

La città è stata particellizzata, divisa sia nella sua struttura urbana che nel suo sociale. È necessario invertire questa tendenza che ci ha penalizzato sia negli investimenti, sia nella struttura stessa della città, danneggiando la società e l’economia.

Riguardo alle concessioni per il demanio cosa intende fare?

La situazione è stata per troppi anni soggetta alle balle dei politici che ci hanno speculato sotto il profilo della campagna elettorale. Promettere qualcosa ora equivale a mentire. La situazione in Europa non è ancora arrivata a una svolta definitiva, quello che possiamo prendere come un impegno concreto è l’apertura di un tavolo con chi vive il mare e la spiaggia per lavoro. Per certo diamo lo sviluppo di un nuovo piano spiagge decisamente più funzionale rispetto a quello obsoleto e contraddittorio realizzato in questi anni. Un nuovo waterfront per dare un maggiore richiamo ai nostri bagnanti, che siano locali, dell’entroterra o turisti. Quindi ragionare in un investimento nei servizi per renderne comodo l’accesso, parcheggi e viabilità. Ci impegneremo poi a finanziare nuovi dispositivi per la sicurezza e al servizio di salvamento, spesa più che accessibile.

Secondo lei ci sono prospettive per la zona colonie?

Certo, ma bisogna parlare con i proprietari delle strutture, uno per uno, per poi pianificare lo sviluppo dell’area. Gli strumenti da mettere in campo potrebbero essere delle premialità sulle cubature, ci sono inoltre disponibili dei finanziamenti regionali; un ulteriore incentivo. Sarà comunque necessaria una pianificazione oculata dell’area, è opportuno evitare zone “patchwork” per non dare origine a una riqualifica “disorganica”; questa sarà la parte più difficile.

Come intende gestire la questione di Verdeblu?

Molto semplice: la parte pubblica deve avere un maggior peso nell’accesso alla programmazione e decidere progetto per progetto; quanto e se investire, valutazione economica e verifica delle spese. Non per sfiducia, ma per rispetto delle economie pubbliche.

Quali sono le sue intenzioni sulla tassa di soggiorno?

Se applicata avrà dei vincoli di investimento. È una valutazione che non va presa alla leggera, ma al momento, viste le disponibilità economiche delle casse comunali, è probabile che per potenziare il comparto turistico, volendo garantire i servizi al cittadino, questa verrà introdotta. In questo caso sarà necessario un confronto con gli albergatori per agevolarli là dove possibile.

Cosa pensa delle coalizioni avversarie?

Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Nessuna delle due è libera da vincoli di accordi sottoscritti che causano non poco malumore. Che se ne dica, rapidi e forzati cambi di casacca sono anche irrispettosi per il cittadino votante, che di certo non può non cogliere l’interesse politico o l’opportunità di garantirsi un ruolo. Si dice che per le amministrative la differenza la fanno le persone, in questo caso, privi delle loro certezze, scappano dietro a un altro simbolo… Chi ha coraggio corre da solo.

Vuol dichiarare qualcosa?

Nulla da dichiarare, se non un grazie per lo spazio concesso.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci