INTERVISTA A GABRIELE BUCCI

Abbiamo sottoposto ai candidati alcune domande, uguali per tutti. Purtroppo il candidato Filippo Giorgetti non ha voluto partecipare.

Oggi pubblichiamo l’intervista a Gabriele Bucci. Domani pubblicheremo quella a Danilo Lombardi.

Lei pensa che gli elettori abbiano ben capito il suo programma e il suo messaggio di come vorrà governare la città?

Penso che gli elettori abbiano ben compreso il messaggio di competenza, lungimiranza e concretezza che ho inteso tramettere, sia per le piccole che per le grandi cose.

Ed anche l’invito a risvegliare la passione e il talento, che in loro non mancano, per una nuova cura della nostra città e dei progetti di alto profilo per rilanciarla, che sono assolutamente alla nostra portata e possono riportare Bellaria Igea Marina alle posizioni di vertice che merita.

Il suo obiettivo principale quale sarà?

Il principale obiettivo, grazie ad interventi di manutenzione e decoro e grandi progetti che cambieranno in meglio la faccia della città, è di far diventare la nostra Bellaria Igea Marina una città vera, attrattiva per tutti, aperta e viva l’anno intero.

Cosa pensa della proposta del circolo nautico riguardo alla colonia Roma e la darsena?

La proposta del Circolo Nautico si avvicina molto al nostro progetto per il porto. Anche noi, da tempi non sospetti, vogliamo una darsena ed il trasferimento del Circolo sul lato Igea. A queste noi aggiungiamo l’angiporto per la protezione dell’ingresso della barche in condizioni di mare grosso; una nuova area per il carico delle cozze; una rotonda sul mare, senza dimenticare la riqualificazione del lato Bellaria come spazio fra tradizione ed innovativo per ristorazione, shopping e grandi eventi sul modello dei porti moderni dove la marineria convive virtuosamente con le suddette attività. Per la Roma, abbiamo fatto una proposta ai proprietari: un “condhotel” a cinque stelle con spazi e servizi aperti al pubblico ed una scuola alberghiera sulla parte a monte.

Qual è secondo lei il principale problema della città?

Il secondo problema della nostra città è di essere viva solo pochi mesi all’anno e troppo fossilizzata su una clientela turistica che non ci permette di fare il salto di qualità. Occorrono nuovi progetti (le Sette Sfide che abbiamo lanciato, dal piano spiaggia alla rigenerazione delle isole pedonali, dai nuovi contenitori per arte, musica e spettacoli alla casa per le associazioni culturali fino alla soluzione da dare ai noti “buchi neri”) per renderla viva e ospitale tutto l’anno. Lo ribadisco, vogliamo una città vera, attraente e unica, che sia per tutti, cittadini, visitatori, turisti.

Riguardo alle concessioni per il demanio cosa intende fare?

Sulla vexata quaestio delle concessioni, ritengo siano assolutamente da evitare le inopportune fughe in avanti di cui si è resa responsabile la Giunta Ceccarelli e che hanno creato un clima di insicurezza e precarietà, oltre alla mancata partenza di nuove riqualificazioni dell’arenile Occorre dare, invece, un quadro di certezze e garanzie a chi opera sulla spiaggia, creare la giusta armonia e collaborazione fra le categorie, varando anche un nuovo Piano Spiaggia che offra nuovi servizi e nuove attrattive (anche in mare, vedi nostra proposta sulle scogliere come isole galleggianti attrezzate e illuminate di notte), aperture più lunghe per gli stabilimenti balneari e i bar-ristoranti (anche in periodo invernali, volendo).

Secondo lei ci sono prospettive per la zona colonie?

La Zona Colonie ha ampie prospettive se sapremo darle un progetto di grande qualità. Noi abbiamo pensato ad un’area per “Giovani Europei” con luoghi di studio (Erasmus Plus e Università di Bologna insegnano), di sport, benessere, buona cultura e sano divertimento. E’ un progetto che può ottenere finanziamenti europei, stimolare l’interesse di importanti investitori pubblici e privati, creare le condizioni per la riqualificazione ben remunerativa degli immobili privati. La zona offre altresì due “asset” importantissimi come il Parco Pavese e il Beky Bay che sono nella disponibilità del Comune e che possono diventare due punti di riqualificazione di primo livello. Tutto questo non ci deve, tuttavia, far dimenticare le esigenze dei residenti come la sicurezza, il decoro, la qualità della vita. In questo ambito servono più presidio del territorio (anche in rapporto con i residenti), più manutenzione delle strade e cura degli spazi pubblici, migliore gestione delle acque meteorico (evitare allagamenti),.migliore gestione dei flussi di traffico sulla litoranea.

Come intende gestire la questione di Verdeblu?

Se intendiamo Verdeblu nella forma attuale, io penso che debba essere sottoposto ad un significativo rinnovamento nel nome dell’approccio al marketing turistico e territoriale, della verificabilità dei risultati, della trasparenza gestionale. Ad esempio, c’è poca ricerca e innovazione nelle scelte delle campagne promozionali. della comunicazione e degli eventi. A differenza di altre realtà simili, fa pochissima raccolta di sponsorizzazioni esterne, co-marketing o co-branding e si basa quasi prevalentemente sul finanziamento che ottiene dal Comune. Finanziamento che ottiene dal Comune ininterrottamente dalla sua nascita ormai oltre 20 anni fa, come se fosse un vitalizio (in questa coda di mandato, già approvato anche sul 2020). La sensazione da fuori è che si tratti di un gruppo chiuso, nel quale il ruolo del Comune, invece che esprimere politiche turistiche ispirate ad interessi più diffusi, tenda ad allinearsi a quello dei rappresentanti delle categorie economiche e viceversa. In linea con le formule organizzative di Destinazione Romagna, la risposta è nel recupero di un ruolo propulsivo e di governo da parte del Comune (che non deve certo gestire, ma governare sì) e nella selezione con bando di un gestore che abbia le caratteristiche e gli obiettivi di una DMC (Destination Marketing Company). E cioè che abbia ampia rappresentatività (anche di imprese singole o di settori non strettamente turistici, ma complementari al turismo), sappia valorizzare l’intera destinazione Bellaria Igea Marina, basi le sue azioni su serie ricerche di mercato, possa verificare i risultati (e, se non positivi, adottando i necessari accorgimenti) di dette azioni, così mostrando chiaramente a tutti come vengono investite le risorse fornite dal Comune (a queste sarebbe assai utile aggiungere cospicue sponsorizzazioni adeguatamente ricercate) e con quali esiti.

Quali sono le sue intenzioni sulla tassa di soggiorno?

Mi corre l’obbligo di precisare che non si tratti di tassa (tributo cui corrisponde un servizio), ma di imposta, quindi di un tributo corrisposto dal turista senza poter chiedere nulla in cambio.

Nondimeno, la legge istitutiva impone (correggendone un poco la stortura) che una grossa parte del gettito sia reinvestita in opere utili al turismo (di fatto configurandosi come imposta di scopo).

Opere che vanno concordate con le categorie turistiche.

Ed è questo il punto.

Considerato che il Sindaco si deciderà al ballottaggio del 9 giugno e che prima dell’insediamento passerà un certo tempo, è ragionevole pensare che l’estate 2019 passi indenne da ogni ipotesi di istituzione dell’imposta: i prezzi delle strutture ricettive sono fissati da tempo e non è utile, in particolare per in turisti, che subiscano aumenti.

Il discorso va aperto a fine stagione, partendo dal fatto che tutti i Comuni della riviera hanno istituito l’imposta e che pare chiaro non performino affatto peggio (anzi, in molti casi fanno molto meglio) di Bellaria Igea Marina.

Inoltre con questo gettito (che per Rimini è quasi di 8 milioni annui e per Riccione di quasi 3 e mezzo), spesso sommandolo a cospicui finanziamenti pubblici appositamente procacciatisi, i Comuni investono in strategiche opere turistiche che consentono loro di guadagnare vantaggi competitivi (città più belle ed attraenti, con offerte turistiche di qualità e per tutto l’anno) nei confronti della località vicine e/o concorrenti.

Certo, sappiamo che Bellaria Igea Marina ha tentato di compensare il mancato gettito dell’imposta di soggiorno, aumentando altri tributi, magari corrisposti da semplici cittadini.

Occorrerà dunque una sana riflessione, ma il punto non può più essere eluso.

Ne riparliamo a fine stagione.

Cosa pensa delle coalizioni avversarie?

Filippo appare come l’erede della vecchia classe dirigente che non ha certo brillato e che ha creato immobilismo e opere sbagliate. In più, la sua candidatura ha creato spaccature e ha dovuto accettare l’imposizione di una sorta di tutore che gli negherà quel peso e quell’autonomia di cui deve godere un Sindaco eletto direttamente dai cittadini.

Danilo sconta il fatto di avere poca esperienza di governo di enti, organismi o autonomie funzionali pubbliche. E così la squadra proposta per il Consiglio Comunale. Ha un programma non privo di spunti interessanti, ma non potrà mai realizzarlo puntando solo sul voto grillino.

Vuol dichiarare qualcosa?

Votare per noi significa premiare la competenza, la lungimiranza, la concretezza. La capacità di risolvere i piccoli problemi senza trascurare i grandi progetti capaci di costruire una città vera e per tutti, una comunità sana e partecipe, una prospettiva di avvenire foriera di qualità e benessere, salute lavoro.

Votare per noi significa scegliere persone serie e preparate, che hanno dimostrato di sapere fare qualcosa di importante nella vita e che intendono offrire il loro meglio per la propria città e riportarla alle posizioni di vertice che si merita.

We Believe, Noi ci Crediamo.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci