PER QUALCHE VOTO IN PIÙ

I politici e i partiti, pur di procurasi più voti, sono disposti a escogitare e a fare qualunque cosa.

Ad esempio subito dopo le elezioni del 2014, girava la voce che qualcuno, da qualche parte, consegnava ad alcuni elettori schede già prevotate. Quando questi andavano al seggio ritiravano la scheda bianca, una volta in cabina la sostituivano con quella già votata, poi tornavano da chi gliel’aveva data, consegnavano la scheda in bianco e ritiravano 50 euro. E il giro ricominciava.

Qualcosa di vero potrebbe esserci, anche perché così si spiegherebbero le insospettabilmente numerose preferenze ricevute da certi politici.

Un altro metodo sarebbe stato quello di usare qualche piccolo opinion-leader di condominio che, in cambio di una cinquantina di voti, poteva ricevere, o un riconoscimento in denaro, o la garanzia di futuri favori.

Ovviamente il denaro o i favori erano solo per lui.

L’attuale sistema di controllo delle schede ha reso impossibile depositare nell’urna una scheda diversa da quella consegnata dagli addetti al seggio, ma nel secondo caso la compravendita di voti è ancora possibile. Viene definita anche “voto di scambio” ed è molto più difficile da controllare.

Ma altro capita quando l’appetito per i voti diventa fame. Cinque anni fa, quando alla vigilia del voto ogni azione per accaparrasi il favore dei votanti doveva cessare per legge, indefessi candidati facevano gli straordinari bussando alle porte di amici e conoscenti, e anche di semisconosciuti o sconosciuti.

Ma la frenetica attività dei cercatori di voti continua alacremente, tramite i rappresentanti di lista nei seggi aperti. Possono controllare chi non ha ancora votato e chiamarlo (questo fa parte delle scorrettezze) per invitare il renitente a compiere il suo dovere di elettore, votando logicamente per chi gli era stato caldeggiato.

Ci sono poi quelli che lavorano in uffici privati e/o pubblici, che suggeriscono ai loro clienti chi sarebbe opportuno votassero. Anche perché hai visto mai che la loro pratica potrebbe essere, rallentata o addirittura bloccata? Questo succede in particolare con gli anziani o con le persone in stato di bisogno.

Tra parentesi s’è pure sentito di schede fantasma, che prima erano scomparse e poi, chissà come, sono riapparse.

Quanto sopra è solo frutto di voci riportate, non c’è il suffragio di prove, e sarebbe comunque illegale.

La politica è come una statua di fango, per farla bisogna sporcarsi le mani.

Chi entra politica diventa come un drogato incallito. Non può più farne a meno, e tutte le occasioni sono buone per poter sniffare ancora un po’ della “notorietà“ (e non solo quella) che ne deriva.
Sono vampiri che appena sentono l’odore del sangue si precipitano verso l’obiettivo con il solo scopo di succhiarne il più possibile.
La politica tiene lontane le brave persone, o meglio sono questi stessi politici – e, si badi bene, sempre gli stessi da anni – che fanno di tutto per allontanare chiunque possa in qualche modo avere una visione diversa dalla loro, perché ritengono la gestione del bene comune “cosa nostra”, anzi: “cosa loro”.

Bellaria uccide da piccoli i suoi figli migliori, non c’è niente da fare. Il resto giudicatelo voi.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci