GP della Cina: Su un Vassoio d’Argento

Track view at Formula One World Championship, Rd3, Chinese Grand Prix, Preparations, Shanghai, China, Thursday 9 April 2015.

Terza gara e terzo knock-out per Maranello in crisi di auto e di strategie. In crisi di monoposto perchè Vettel non riesce a venire a capo di una SF90 sovrasterzante al contrario di Leclerc che nel sovrasterzo si trova a suo agio. Lasciamo da parte la sfortuna in cui il francese è incappato in Bahrain – un problema che non mi sembra sia già accaduto nè alla Ferrari nè ad altri – perchè i risultati parlano da soli. Crisi della Scuderia e crisi di Vettel stanno portando la Ferrari a lottare con una Red Bull ancora con problemi di telaio, altro che con le MB come ci si aspettava.

Discutibilissimo l’ordine che ha obbligato Leclerc a far passare Vettel all’11° giro (?!) nel tentativo di mandare il tedesco a caccia delle Mercedes. Si è subito capito che non ce n’era, così le Ferrari si sono trovate a lottare con Verstappen ricorrendo al sacrificio di Leclerc per tenere il podio con Vettel. Gestione strategica dei piloti sbagliata è dir poco: ritardare per due volte il pit di Leclerc ha privato il monegasco d’un piazzamento quantomeno subito alle spalle di Vettel. Insomma ennesimo errore di Inaki Rueda: gli errori del muretto Ferrari troppe volte hanno impedito di sfruttare il massimo potenziale possibile della vettura. E aggiungo che Binotto non sembra in grado di gestire la squadra, tanto valeva tenersi Arrivabene mentre si cercava un vero Team Principal. Di quelli che tirano chiavi inglesi quando serve…

A fronte di ottime velocità di punta sui rettifili il propulsore Ferrari ( che a causa dei problemi d’affidabilità del Bahrain, sembra aver montato una centralina di controllo meno evoluta ) ha mostrato un certo ritardo nelle curve e in trazione come già avvenuto in Australia: forse il concetto d’ala anteriore “scarica” impostata completamente sull’outwash ( deviazioni dei flussi aerodinamici verso l’esterno vettura) costringe i tecnici a utilizzare l’ala posteriore per bilanciare anche un diffusore che produce meno carico ( circa 30 kg meno delle MB ) determinando quello sbilanciamento aerodinamico che pregiudica l’aderenza innescando spesso una sbandata del retrotreno – sovrasterzo – ma anche e soprattutto una determinante impossibilità nello sfruttare la finestra ottimale di utilizzo delle gomme.

Il depotenziamento del propulsore si è visto anche sulle altre squadre fornite da Maranello – è obbligatorio fornire PU identiche all’originale – come ben illustra la classifica che vede solo 9° Rimi e 11° Grosjean mentre dietro Leclerc vediamo Gasly molto distaccato ma a causa dei 4 pit e il semi-redivivo Ricciardo. Un plauso ad Albon che pur partito dalla pit arriva 10° a una dozzina di secondi da Kimi.

 


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Massimo Scalzo