CHIESANOSTRA SI PRENDE TUTTO

Praticamente hanno già deciso: sarà Roberto Mazzotti il candidato del CDX, manca solo l’annuncio ufficiale.

Sabato prossimo la Lega dovrebbe emettere un comunicato in cui chiarirà definitivamente la sua posizione. Di certo ha tirato un po’ troppo la corda e questo l’ha portata a rimanere intrappolata nel gioco di Chiesanostra, che essendo sul mercato della politica da duemila anni, non ha più nulla da imparare.

Intanto Mazzotti si schernisce, dice che non è ancora deciso, che eventualmente sarà un candidato di bandiera. Del resto lui, legatissimo alla banca, non può tirarsi indietro. Si è fatto un po’ pregare, sia per non mostrare di essere ambizioso, sia per sottolineare che lo farà solo per il bene della comunità. È stato il direttore della banca fin dai tempi dei Bond argentini: chi non li ricorda?

In seguito è emigrato all’ICCREA; un salto notevole, ma è stato prepensionato. Non se ne conosce la ragione ma è strano, di solito i buoni cervelli se li tengono anche dopo il pensionamento. Forse ha fatto un po’ troppo sfoggio di sé. Qui gira la voce che si vanti di amicizie molto importanti, lasciando intendere che Mario Draghi, prima di fare una qualsiasi scelta in BCE, lo consulti.

Qual è, inoltre, il suo orientamento politico? Si è sempre presentato ai seggi delle primarie PD sin dai tempi di Prodi, ma guarda caso, ha mancato solo l’ultimo appuntamento di inizio marzo 2019. Che stesse già scaldando i motori?

È noto a tutti, proprio sulla base della sua presenza ai seggi delle primarie, che diversi esponenti del PD siano andati a chiedergli la disponibilità per la candidatura ricevendo un rifiuto, anche se non particolarmente categorico. Anzi, pur non accettando ha lasciato intendere che non gli sarebbe dispiaciuto collaborare sul piano delle idee.

Il messaggio è subliminale, ma dobbiamo considerare che il nostro valido direttore è di “famiglia democristiana”, per cui c’è un ritorno ai tempi dorotei con le opposizioni, quando si cercavano gli accomodamenti e non le contrapposizioni. Esattamente come sta avvenendo ora.

La disponibilità a collaborare esiste, ma non è stato chiarito se la si vuol dare stando su fronti contrapposti. Perché inimicarsi da subito il più probabile partito di opposizione?

Mazzotti, quindi, rappresenta un buon intermezzo: garantisce Chiesanostra, non rompe gli equilibri esistenti ed è accettato da tutti nel CDX. Ma quanto durerà? Potrebbe andare avanti cinque anni se Ceccarelli si sistemerà in un posto di prestigio, ma se Ceccarelli non sfonda, allora con tutta probabilità durerà un paio d’anni, e Ceccarelli potrà preparare la sua rentrèe.

Rimane solo l’inghippo di Filippo Giorgetti, che si cercherà di risolvere.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci