SE QUESTA CITTÁ…

Potesse ritrovare lo spirito degli anni ’50 e ’60, sarebbe di nuovo un bel luogo dove vivere e si ritroverebbero gli stimoli per progredire.

A partire dagli anni ’70 invece, si è instaurato un grande giro di interessi, che lentamente, ma progressivamente, ha consegnato l’economia locale nelle mani di una oligarchia.

È vero che ci sono state le crisi, che anche il resto del mondo è cambiato, ma noi non siamo più felici. Oggi c’è, come ai vecchi tempi, chi stenta a sopravvivere, ma con meno prospettive per un futuro migliore, poi c’è chi cerca di aumentare la propria ricchezza e il proprio potere. Ed è anche peggio.

Negli anni ’60 tutto sembrava semplice, anche troppo, e in tanti troppo facilmente hanno fatto fortuna. Troppi soldi arrivati troppo presto e l’incapacità di gestire la ricchezza ha lasciato il posto all’avidità. Si sono dimenticate la nostra storia e le nostre origini.

Le conseguenze si sono chiaramente manifestate negli ultimi trent’anni e nei nostri giorni stanno giungendo al loro apice. Anche la politica vi si è adattata; se ancora di politica si può parlare.

Troppi intrighi, troppi interessi e favoritismi. Tutti parlano di programmi e progetti quasi tutti irrealizzabili, nessuno che parli di dare una nuova dignità alla città e ai suoi abitanti, nessuno che si preoccupi della coesione sociale. Ognuno va per la propria strada.

I nostri politici considerano i rivali nemici, si sono dimenticati la correttezza e il rispetto. Per la più piccola questione in consiglio comunale si scatena l’ira di Dio. Politici che si credono degli “eletti” nel mistico senso del termine, mentre il livello di sindaci e consiglieri è, a parte rare eccezioni, drammaticamente basso.

Nelle coalizioni si creano guerre intestine per interessi di potere, ma il bene della città ormai non interessa a nessuno. Si rincorre uno stolto protagonismo, ognuno si convince di essere uno statista.

Tutti contro tutti, e tutti profondamente insoddisfatti. Si accontentano di un aperitivo, di un po’ di gossip, una pizza in compagnia e fanno finta che tutto vada bene.

È un male di tutta la società moderna, non solo di Bellaria. Oggi tutto si consuma, si corre e si è sempre in ritardo ma intanto si chatta. Non si è più capaci di fermarsi a pensare.

Siamo una piccola comunità, se ci impegnassimo forse potremmo trovare il modo per vivere più umanamente e con più consapevolezza i nostri giorni.

PS. Niente a che fare con l’argomento. Sembra che stamane la Polizia Municipale fosse al Poloest per indagare su altre scritte anti Ceccarelli. Le città sono piene di graffiti, ma solo qui si indaga… Chi dà questi ordini alla P.M.? Tutto perché è nominato Ceccarelli? Siamo al ridicolo!


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci