CECCARELLI VS GIORGETTI: LA GUERRA

La resa dei conti sta per arrivare

Il nostro Re e imperatore Enzo Ceccarelli detto il Kaiser – non retrocede, anzi rilancia l’offensiva. Ha simulato una ritirata strategica solo per contrattaccare da posizioni migliori.

Il Kaiser è forte di due generali forniti di menti altamente strategiche, in grado di distruggere qualsiasi armata. Due generali pluridecorati, e cioè Gianluca Medri e Ivan Monticelli.

I generali stanno cannoneggiando le postazioni di Filippo Giorgetti. Panzer tedeschi, mica bau bau micio micio.

Loro non appoggeranno nessuna lista in favore di Giorgetti. Delle truppe fan parte sia Obiettivo Comune che UDC, anche se quest’ultimo, com’è noto, ha nelle sue mire solo e soltanto la greppia dove trova abbondante foraggio e non accetterebbe Giorgetti nemmeno se fosse imposto dal Kaiser stesso.

Bisogna anche ricordare che la Lega – pur avendo già fatto atto di fede nei riguardi di Filippo – inizia a tentennare, vista la scarsità di uomini (e donne) che ha sul nostro territorio. Non è detto che riesca ad ottenere lo stesso gradimento di cui gode a livello nazionale, anzi, i dubbi sono tanti. Normalmente il voto nei comuni come il nostro è soprattutto dato alle persone (nella speranza che non sia clientelare).

Non dimentichiamo che l’attacco a Filippo è partito dalle file del Clan dei Bordonchiesi, di cui il nostro Kaiser è il dominus assoluto.

Guarda caso, da noi il rappresentante della Lega è anche un dipendente della banca. È difficile immaginare che rimanga sordo alle esigenze del partito/clan dei Bordonchiesi.

A questo punto urge un compromesso: Filippo si accontenterà di fare il vice del fantoccio prescelto, ma in cambio, giusto per dimostrare di non aver calato le braghe, pretenderà che il Kaiser non faccia parte della prossima giunta.

A questo punto emergerebbero alcuni problemi: come può la Lega, accreditata di un notevole consenso, accontentarsi solo di un paio di assessori? Ma c’è un altro particolare: non è che una volta che Filippo abbia digerito obtorto collo (cit. dal latino) l’operazione “candidatura fantoccio”, così come d’incanto il prescelto (Grosseto) svanisca e al suo posto si materializzi il candidato espressione diretta della banca? A pensar male è peccato ma…

A quel punto Filippo non potrebbe chiedere di tornare indietro. Ecco la fregatura molto ben preparata con la complicità – consapevole o meno – del rappresentante della Lega, essendo questo, com’è noto, un dipendente di quella banca a cui non potrebbe opporsi.

Questa telenovela bellica fa comprendere l’insufficienza politica di alcuni uomini, anche se Medri e Monticelli si considerano statisti di elevato rango. Siamo semplicemente oltre il ridicolo.

A questo punto il solo consiglio che ci vien da dare a Filippo Giogetti, è quello di arruolarsi nella Legione Straniera. È più sicuro andar lì che far politica a Bellaria. Se non altro, là, i nemici, è facile distinguerli.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci