ERA IL 38 LUGLIO…

Sì, era il 38 Luglio e il Capo indiano Mo’ veng’anch’io non venne mai.

E venne in soccorso Manitù, che ci regalò un sogno.

Ecco, più o meno, il racconto di quel sogno.

La vera essenza delle elezioni

Le elezioni, contrariamente a quello che pensano tanti politicanti, sono un punto di partenza, non di arrivo.

Quel voto con cui si conquista il potere vale solo per quel giorno, poi bisogna dimostrare di esserselo guadagnato tutti i giorni dei successivi cinque anni.

I politici, sempre presenti durante le campagne elettorali, poi solitamente scompaiono per quei cinque anni successivi. Ci implorano di votarli poiché tutti, indifferentemente, si impegnano per convincerci di essere i migliori e promettono che risolveranno tutti i problemi: figurarsi. E noi dobbiamo firmare una cambiale in bianco, ma poi, per cinque anni, non li vediamo più e dobbiamo subire tutte le decisioni che prendono in virtù del potere di cui li abbiamo investiti.

Ma esiste un’accozzaglia di debosciati ubriaconi, che in pieno delirium tremens decide di far politica al di fuori dei partiti e che si riunisca superando i recinti della politica? Debosciati e ubriaconi sì, ma competenti, onesti, preparati, che non cerchino il classico voto clientelare, ma mettano le basi per una politica del tutto diversa, non per favorire qualcuno, ma tutta la comunità.

Mettiamo che qualcuno ribalti il tavolo da gioco e cominci a fare proposte che guardino al futuro. E poi quel qualcuno è anche in grado di mettere insieme quel gruppo di debosciati ubriaconi, pieni di buona volontà e senza interessi personali.

Magari, come detto, superando gli steccati dei partiti e ragionasse di persone; cosa succederebbe?

La riflessione viene spontanea perché, da quello che è dato sapere, si sta andando avanti sia nel cdx, che nel csx, con la mentalità del compromesso al ribasso.

Diciamolo tranquillamente: già 10 anni fa il cdx fece una cosa analoga candidando Ceccarelli in punto di caduta, appunto al ribasso, e i risultati si sono visti. Il problema è che non è stato nei punti di caduta in 10 anni di dominio del Kaiser. Bellaria stessa è caduta in basso.

Lasciateci sognare il sogno di Manitù.

Non vogliamo credere che le forze che si contendono il comune (tenendo fuori per il momento il M5S) siano così prese dalla smania di potere che pur di arrivarci ci andrebbero anche con un cavallo zoppo.

Sì perché le elezioni bisogna vincerle, ma poi il giorno dopo bisogna amministrare e con un ronzino, per di più zoppo, non si va lontano, trascinandosi nel vuoto del potere per il potere, per apparire importanti, ma senza esserlo davvero.

Perché chi – a nostro avviso – potrebbe avere le capacità di amministrare, viene escluso dalla competizione? Perché non decide di rompere questi schemi (perversi) e fa davvero qualcosa di utile per questo paese?

Ma è il 38 Luglio, e come il Capo indiano che non venne mai, temiamo che nessuno si farà avanti per cambiare le regole di questa politica che si contorce su se stessa rimanendo sempre uguale, non risolvendo mai niente, e a cui interessa solo il gioco del potere.

Augh Manitù, grazie del sogno.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci