IL CLAN DEI BORDONCHIESI COLPISCE ANCORA

Ebbri di potere, gli affiliati al Clan vogliono a tutti gli effetti comandare la città. Come ha dichiarato tempo fa uno dei suoi appartenenti: «Abbiamo studiato, ci siamo preparati per anni, siamo i migliori: nessuno è in grado di sostituirci.» Amen.

Il mitico SuperEnzo (cit. da Ermenegildo Verdi), al secolo Enzo Ceccarelli, preso dalla sindrome di onnipotenza, è entrato in azione ponendo il veto sulla candidatura di Filippo Giorgetti.

Nomi ufficialmente non ne ha fatti, ma potrebbero essere questi: Mazzotti, Neri e, perché no, potrebbe entrarci anche Giovanardi.

Mazzotti: un burocrate legato come si sa alla banca, ma con il problemino che parla con la sinistra; Neri, probabilmente solo perché abita a Bordonchio, e anche lui con qualche problemino personale; infine Giovanardi perché, povero di voti propri, sarebbe il discepolo ideale, ubbidiente ai voleri del Clan.

Filippo Giorgetti, messo all’indice – per cose personali che nulla hanno a che vedere con la politica – da chi, moralista, perbenista e puritano, non ammette che possa esistere una propria vita personale slegata da una pubblica morale precostituita da una cerchia di residuati del XIX secolo, che però con molta probabilità ha segretamente un’amante, ma ci tiene ad apparire il perfetto marito di una moglie tutta casa e chiesa, che magari ha dei sospetti, ma non indaga per timore dello scandalo e quindi preferisce tenersi le corna. Ma anche mogli di politici che non disdegnano incontri piccanti fuori le mura domestiche e anche loro, guarda un po’, molto chiesaiole.

Oltre a questo, Filippo potrebbe essere entrato in contrasto con il Clan per tentare di attenuarne l’egemonia di potere.

Il caso di Filippo Giorgetti è emblematico ma, anche se non negli stessi termini, non è unico. Anche il PD ha difficoltà nell’individuare un candidato. Sembra che Nando Fabbri abbia fatto un gran giro di telefonate per trovarlo, ma abbia ricevuto solo dei rifiuti. Eppure due persone valide per la candidatura ci sono; uno si è addirittura già proposto, si tratta di Ugo Baldassarri, che però pare sia inviso a gran parte del PD. Forse perché è stato il vice di Scenna, mal visto dallo stesso PD? Già: ma chi scelse Scenna e addirittura lo confermò per un secondo mandato per poi fargli la guerra? O forse perché è figlio del compianto padre che quando fu sindaco ebbe parecchi contrasti con Nando Fabbri, da sempre capo nell’ombra della sinistra bellariese?

Ma anche nel caso di Ugo Baldassarri, sembra, anzi, è certo che incidano le sue vicende personali.

L’altro nome è quello di Cristina Belletti, mal vista dall’intero PD senza che se ne conosca l’effettiva ragione. L’alternativa sarebbe Francesco Chiaiese, che però ha il non trascurabile difetto di essere praticamente sconosciuto sulla piazza bellariese.

Strana comunque questa ricerca spasmodica di un candidato “comodo”. Sembra si cerchi di evitare di candidare una persona del PD che magari ha competenza. Si sa: chi è del PD ha le stigmate…

Storie di ordinaria discriminazione, sempre più radicata all’interno dei partiti. Storie che pesano troppo sulle scelte. Scelte fortemente condizionate da interessi che non tengono più in considerazione il futuro della comunità, ma sono indirizzate solo agli interessi di pochi.

Insomma: le classiche scelte d’opportunismo che mai hanno portato a qualcosa di buono, né mai lo faranno.

PS. Belligea, il sottoscritto e tutti i suoi collaboratori, sono già stati scomunicati con tanto di bolla papale su richiesta della Santa Inquisizione Bellariese che ha sede a Bordonchio. Il Santo Uffizio è all’opera per giudicare, sappiamo già che ci attende il rogo.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci