L’ASILO NIDO È DIVENTATO UN “BABY PARKING”

C’era d’aspettarselo: “trovato l’inganno fatta la legge”. Non è un errore, è volutamente scritto al contrario; chi vuol capire capisce.

L’asilo senza permessi, con un tocco di bacchetta magica, è diventato un baby parking. Il regolamento comunale lo consente.

L’escamotage è stato semplice, ma allora perché non farlo subito? Il vero punto è che la vecchia licenza dell’asilo era scaduta e il gestore ha voluto aprire anticipando i tempi. Probabilmente si sentiva sicuro che non ci sarebbero stati problemi. Il punto è proprio questo: come mai aveva questa convinzione?

Ci sono differenze tra un asilo e un baby parking; vediamo di spiegarle:

  • L’asilo nido – oggi definito nido d’infanzia – è un servizio socio educativo rivolto ai bambini dai 3 mesi ai 3 anni di vita, che offre opportunità e stimoli volti a sviluppare la loro crescita dal punto di vista educativo, cognitivo, relazionale e affettivo.

    L’asilo ha degli obblighi: per poter accedervi è necessaria la vaccinazione obbligatoria, sono previsti i servizi mensa ed è necessario provvedersi di spazi di riposo.

  • I Baby Parking sono servizi socio-educativi-ricreativi rivolti ai bambini dai 13 mesi ai 6 anni. La particolarità di queste strutture, rispetto a ludoteche, nidi d’infanzia e altri servizi rivolti ai più piccoli, è che questi sono centri a custodia oraria, con un massimo di 5 ore continuative, senza alcuna costanza giornaliera nella permanenza degli stessi all’interno del centro. Non è previsto sincerarsi se i bambini siano stati sottoposti a vaccinazione obbligatoria, né sono richiesti spazi per mense e riposo.

In buona sostanza hanno funzioni simili, ma non esattamente le stesse. L’asilo può essere vincolante per l’abbonamento ed è soggetto a vincoli di legge, mentre il baby parking ha meno vincoli e può essere usato per le necessità giornaliere anche se, volendo, ci si può abbonare. Un limite dei baby parking è che possono accogliere anche bambini non vaccinati e l’orario di permanenza è ridotto.

Insomma; quell’asilo sarà in pratica sempre un asilo sotto la voce “baby parking”. Un modo per uscire dall’impasse che si è creata per la mancanza dei permessi necessari per essere un asilo.

L’iniziativa del tutto arbitraria del gestore di aprire illecitamente come asilo, avrà conseguenze di natura amministrativa? E chi doveva sorvegliare come si giustificherà? Che razza di Vicesindaco è, uno che mette un like senza prima accertarsi che tutto sia in regola? Non è stato capace d’informarsi con gli uffici che sono lì, pronti a soddisfare ogni sua richiesta?

La faccenda è alquanto pesante e il comune cerca di minimizzare la questione. Infatti nel comunicato ufficiale del recente Consiglio non si parla minimamente dell’asilo, e per distrarre l’opinione pubblica si parla di pari opportunità e basta. Quando si dice la trasparenza…

Insomma; mettono la polvere sotto al tappeto. Piccoli strateghi per grossi problemi. Si può andare avanti così?

La cosa più odiosa è la sfacciataggine del gestore che ha venduto un prodotto che non poteva vendere: e sembra non si sia nemmeno preoccupato della sicurezza dei bambini.

Per la cronaca, non è la prima volta che in provincia vengono scoperti asili abusivi, che vengono regolarmente chiusi.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci