AI CONFINI DEL MONDO: LA RINASCITA DI CECCARELLI

Il mio regno per un cavallo (ops… per un assessorato)

Su questo concetto passa il futuro della destra bellariese. È questa l’amara medicina che dovremo trangugiare?

Forse nessuno ha notato come negli ultimi tempi Ceccarelli si esprima in modo particolare. Non da sindaco uscente che lascia, ma come il “divino protettore” del prossimo sindaco. Una specie di “Prosindaco”(più sotto spiegheremo meglio).

Svanito il sogno ceccarelliano di andare in Regione, da Rimini hanno fatto sapere che c’è una platea di personaggi del centro destra riminese che hanno militato seriamente nei propri partiti (Lega e FI), anche quando non godevano delle attuali fortune (specie della Lega). Non sono certo disposti a cedere il passo a un sindaco che, pur essendo stato il primo sindaco di destra della costa, non ha certo brillato in questi 10 anni. Hanno purtroppo assistito alla triste decadenza di Bellaria, che ha ora assunto il ruolo di cenerentola della riviera.

Constatata l’impossibilità di diventare Presidente di Romagna Banca e non accettando l’idea di tornare a Verdeblu, anche per i possibili incasinamenti che si prospettano per la faccenda PoloEst, al povero Ceccarelli – che senza una carica si sente nessuno, o meglio, solo “il genero” della famiglia Lazzarini – l’unica strada rimasta per appagare il suo smisurato ego è quella di farsi nominare “Prosindaco”, diventando così un secondo Nando Fabbri, ma gli mancano le sue capacità. Ceccarelli vuol ritagliarsi il ruolo di Nume tutelare del centro destra e passare alla storia come l’ideologo del CDX bellariese.

Prosindaco”.

Nell’ordinamento italiano il titolo di prosindaco è utilizzato con vari significati. È detto prosindaco – anche se il termine non trova riscontro nella legge – il consigliere comunale delegato dal sindaco a svolgere le sue funzioni di ufficiale del Governo, esclusa l’emanazione delle ordinanze contingibili ed urgenti, nei quartieri e nelle frazioni del comune di appartenenza. Alcuni statuti comunali prevedono la possibilità per il sindaco di attribuire il titolo puramente onorifico di prosindaco a un membro della giunta comunale.

Infine si usa talvolta denominare prosindaco il vicesindaco o l’assessore che sostituisce il sindaco in caso di assenza o impedimento. Anche in questo caso l’uso del termine non trova riscontro in sede legislativa.

Mai e poi mai Ceccarelli accetterebbe di essere il vice di qualcuno…

Insomma, Ceccarelli non vuole uscire di scena. La sua sembra una vera smania di potere. La destra non annuncerà il suo candidato fino a quando la trattativa tra il Kaiser e il Cardinale non sarà ben definita. Il Kaiser si vuole garantire una bella fetta di potere.

La cosa singolare è che Ceccarelli, uomo della destra clericale, ha governato con il piglio del Komunista osservante (forse è per questo che piace tanto a Rino Bagli). Il nostro Kaiser Komunista ha infatti statalizzato tutto, togliendo ogni possibile iniziativa privata. In città tutto è sotto l’egida del comune; quindi del Kaiser.

Facciano loro, il nostro timore è che l’algoritmo di Ceccarelli domini la scena per altri dieci anni. Ma siamo sicuri che il Cardinal Giorgetti accetterà?

P.S. La notizia è top secret, fate come non l’aveste letta. Sapete, se circolasse troppo si rovinerebbe la festa a Ceccarelli.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci