PALACONGRESSI: LO SCAMBIO CON AQUABELL

Quello che stiamo per raccontare, è al limite del surreale.

Vi fu un accordo tra l’amministrazione Ceccarelli e i proprietari del Palacongressi. La struttura sarebbe diventata proprietà del comune in cambio della concessione alla lottizzazione di Aquabell. Il passaggio si sarebbe perfezionato con la realizzazione del progetto; nel frattempo il Palacongressi sarebbe stato dato in comodato d’uso gratuito al comune per un periodo di 5 anni.

Si parte alla ricerca di un investitore, che purtroppo non si trova. Chiunque sia potenzialmente interessato, si ferma davanti alle imposizioni dell’amministrazione. L’investimento globale è troppo elevato; antieconomico. Tutto si blocca, anzi no, la gestione del Palacongressi va avanti, ma non è efficiente come la precedente. Il fatturato subisce una flessione di circa il 50%.

Aquabell finisce all’asta, forse per volere della stessa amministrazione, che attraverso la SORIT fa scattare la procedura esecutiva per il recupero dei tributi locali. In caso contrario, presumibilmente, sarebbe partita la procedura per danno erariale. Già possiamo anticipare che l’amministrazione non incasserà nemmeno un euro.

Vi spieghiamo il perché: dopo le prime aste, già andate deserte, la prossima offerta minima ricevibile sarà di 1.223.000 euro, ma anche questa andrà con tutta probabilità deserta. La successiva asta sarà di 800.000 euro, ma anche in questo caso è prevedibile che non ci saranno interessati.

A detta del professionista delegato dal Tribunale, il prezzo finale sarà all’incirca di 3-4 centomila euro.

E qui viene il bello; la somma ricavata sarà appena sufficiente per coprire il debito bancario garantito da ipoteca. A tutti gli altri: Agenzia delle Entrate, SORIT, Comune di Bellaria e altri eventuali, non andrà assolutamente niente.

Ci poniamo delle domande: a che scopo mandare all’asta Aquabell per non ricavarne assolutamente nulla? Non era possibile un accordo con la proprietà? Un’ipotesi è quella che ad acquisire l’area siano amici degli amici con un esborso ridicolo, per poi stendere loro tappeti, agevolando gli investimenti senza le assurde pretese che aveva prima l’amministrazione. Sarà interessante conoscere i nomi che ci saranno dietro la società che vincerà l’asta. In alternativa, dato il modico prezzo, potrebbe essere lo stesso Comune ad aggiudicarsela, come è stato per la vecchia fornace.

Sul futuro dell’area Aquabell, non vogliamo arrivare a pensare che una volta aggiudicata l’area, così, come d’incanto, si apporti una modifica alle norme urbanistiche tale da garantire una redditività dell’operazione che al momento non c’è (visto che le aste continuano ad andare deserte).

Perché l’amministrazione sta cercando d’impossessarsi gratuitamente del Palacongressi? La scusa è che non è in regola e il comune vorrebbe acquisirlo per questo motivo. Ma l’amministrazione Ceccarelli sembra non abbia interpretato correttamente cosa dice la Legge. Nel caso specifico gli abusi riguardano per lo più il piano interrato, il loro utilizzo, per i quali è facile procedere con il ripristino. Non si spiega quindi tanta veemenza per l’acquisizione, che tra l’altro non è così scontato possa avvenire, essendo l’intervento direttamente collegato alla parte legittima.

Tutto è abbastanza ingarbugliato. Come mai l’amministrazione si accorge solo ora delle irregolarità al Palacongressi? In pratica tutto è emerso verso la fine del comodato d’uso, e al tempo stesso si rileva la mancata realizzazione del motore immobiliare di Aquabell.

I più maliziosi potrebbero pensare a un disegno preordinato ordito per ottenere in qualche modo il Palacongressi. Questo pensiero nasce da certe voci che circolano in città, e cioè che qualcuno in comune avrebbe detto: «Se lo gestiamo noi va bene così com’è, ma se non siamo noi i gestori, allora lo facciamo chiudere per irregolarità edilizie». Ripetiamo, sono solo voci; ci sembra impossibile che un amministratore comunale possa essersi espresso in tali termini.

Alla prossima…


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci